Pubblicato in: Interviste

#Parola di… Marta Duò: editoria

Siamo già al penultimo appuntamento in compagnia di Marta Duò, autrice de “I superstiti di Ridian”.
Abbiamo parlato del suo romanzo, di fantascienza, ma poteva mancare qualche domanda sull’editoria? Abbiamo conosciuto la Plesio Editore dalle parole dell’editrice, ora conosciamola attraverso l’esperienza di un’autrice!
Vi invitiamo, come sempre, a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Marta passerà a rispondervi. Non siate timidi!

IL LIBRO

isuperstitidiridianAnteprima: sito Plesio Editore
TRAMA: 
XXV secolo: la Terra è ormai un deserto di sabbia e ghiaccio e le nuove generazioni crescono su Ridian, pianeta prossimo al centro della Galassia. La guerra contro gli antichi abitanti lo ha reso un territorio ostile, in cui le colonie terrestri non sono più al sicuro. Sotto la cupola di Red City vivono Nerissa, studentessa destinata al ritorno sulla Terra, e Handel, professoressa che le impartisce lezioni clandestine di letteratura. Una missione inattesa le trascinerà nel terribile conflitto che ha devastato i due mondi. Al centro di uno scontro di civiltà, Nerissa dovrà scegliere tra le rassicuranti menzogne della sua vecchia vita e le atroci verità che le rivelerà Daar, giovane combattente determinato a porre fine all’epoca della colonizzazione umana.

 

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Dal manoscritto alla Plesio: come sei arrivata a loro?
Mi piacerebbe vantarmi di essere arrivata a loro dopo una lunga ricerca, ma non sarei del tutto sincera. Ho conosciuto Plesio innanzitutto come lettrice, nel 2015, e ne ho apprezzato diversi titoli.
Ho sempre pensato che li avrei contattati per un fantasy, e il destino sembrava proprio intenzionato a non cambiare i suoi piani: la prima stesura de I Superstiti di Ridian, infatti, era misera in confronto al numero minimo di caratteri richiesto per l’invio. Non appena riaprirono le selezioni, nel novembre 2015, mandai un’email e mi risposero di provare a partecipare alle selezioni pur con un dattiloscritto così piccino.
Nel frattempo, avevo spulciato su Google una lista di circa settanta case editrici, da cui avevo pescato solo dieci nomi; cercavo infatti una CE totalmente free, abbastanza attiva in fiera, con una collana di letteratura fantastica piuttosto nutrita e, se possibile, un sito da non cavarsi gli occhi. Varie opinioni scovate sul web hanno contribuito a ridurre ulteriormente i candidati. Tutto questo lavoro perché non si invia mai a una sola casa editrice, grande o piccola che sia, e anche perché avevo la certezza che il mio testo sarebbe stato respinto da Plesio.
Il primo responso che ricevetti fu un rifiuto abbastanza secco, tuttavia l’editore che me lo spedì resta nella mia lista di CE interessanti. Il primo contratto arrivò a gennaio dello scorso anno, ed era molto buono; avevo però a cuore altri due responsi, di cui uno era di Plesio. Ero doppiamente interessata perché si trattava dell’unica realtà di cui avessi già una buona conoscenza, a partire dal loro catalogo, e perché sapevo quanto facessero sudare i loro autori sui manoscritti. Volevo il meglio per la mia storia, a costo di sputare sangue.
Fui accontentata: ricevetti il contratto il giorno di San Valentino, assieme a una sintetica panoramica sugli aspetti più critici, che digerii in un paio di giorni. Non reagisco troppo bene alle critiche, per quanto mi sforzi, e ho i miei tempi per assimilarle. Dopo, sono capace di lavorare anche di notte per migliorare, e così mi sono ritrovata a fare in fase di editing.

Dall’editing alla stampa: com’è pubblicare con una casa editrice? Com’è pubblicare con la Plesio Editore?
Pubblicare con una casa editrice è una soddisfazione immensa, anche se può apparire come la cosa più facile del mondo, data la quantità di libri editi ogni anno. Purtroppo molti peccano di ingenuità, compresi gli stessi aspiranti autori, fermamente convinti che basti apporre la propria firma su qualche foglio per vedere il libro bell’e pronto.
Ora, la quantità e la qualità dell’editing non si possono conoscere a priori, ma quel che dovete aspettarvi è una fatica bestia, sia da parte vostra che dell’editor. È uno step indispensabile che non è ammesso saltare.
Per questo dico che pubblicare con Plesio è stato esaltante ma anche una faticaccia. L’editing è durato da febbraio, prima ancora di ricevere la copia cartacea del contratto, fino ai primi di settembre; l’editor e io abbiamo rivisto tutto, dal background distopico alla storia di Ridian, al passato dei personaggi principali. Solo dopo questi preliminari abbiamo messo le mani dentro la storia, smontando frase per frase e dialogo dopo dialogo; il mio stile, infatti, era frutto di dieci anni da autodidatta e pertanto era affetto da alcuni difetti di forma che lo rendevano oscuro in molti passaggi. Ho letteralmente passato nottate a correggere, giorni a fissare il vuoto nel tentativo di sciogliere un passaggio dannatamente ostico. Maturare richiede impegno, anche a livello di stile: il metodo di scrittura influenza il pensiero, il modo di vedere e immaginare le cose, e richiede il suo tempo per essere assimilato. Poi ovviamente dovete rispettare la data di consegna, il che rende tutto più frenetico e stimolante.

Lo confesso: la Plesio mi ha dato sempre l’impressione di essere una grande famiglia. Com’è il rapporto con gli altri autori?
Ebbi la tua stessa impressione quando li vidi in fiera per la prima volta, durante il Salone del Libro di Torino del 2015. Li avevo cercati per conoscere di persona la loro primissima autrice, con cui avevo parlato diverse volte su Facebook, quando avevo appena iniziato a interessarmi al fantasy nostrano. Mi avevano subito dato l’idea di essere uniti dalla passione per le buone storie e l’affetto per la loro editrice, tant’è che non si sono posti nessun problema a vendere i libri dei colleghi anziché i loro.
Da quando sono entrata ufficialmente nello staff, ho toccato con mano questa bellissima atmosfera in occasione del Salone del 2016, l’edizione più bella della mia vita: sono stata accolta come se fossi di casa da sempre e ho condiviso lo stand anche se la pubblicazione era lontana, dalla mattina fino alla sera, parlando dei rispettivi lavori e studiando come si vende un libro senza molestare i potenziali lettori.
Quelli che ho incontrato sono una piccola parte e non vedo l’ora di partecipare a più fiere per conoscerli tutti. Nel frattempo, questo primo assaggio mi è bastato: uno dei miei colleghi è diventato anche il mio ragazzo, non avrei potuto chiedere di meglio!

Che ne pensate? Avete qualche curiosità anche voi sulla Casa Editrice e sull’esperienza di Marta?
Vi ricordo che domani, sempre alla stessa ora, ci sarà l’ultimo appuntamento, dove parleremo di consigli agli aspiranti scrittori, non mancate!

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6 pensieri riguardo “#Parola di… Marta Duò: editoria

  1. Bellissima intervista e altrettanto bella l’iniziativa 😀
    Per chi ambisce a pubblicare il proprio libro, questo genere di informazioni risultano molto utili. Complimenti e tanti auguri a Marta per la pubblicazione, e complimenti anche a Plesio per la sua professionalità, da non dare assolutamente per scontata.

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  2. Rileggendo l’intervista a distanza di qualche giorno, mi è venuta in mente una domanda da porre a Marta.
    Per quanto riguarda l’editing del testo effettuata da Plesio, hai detto che è durato da febbraio a settembre e che ha cambiato il tuo modo di “pensare”, modificando quindi anche il tuo stile (correggimi se sbaglio). Ecco, alla luce delle tue personali esperienze, quali sono i consigli che puoi dare a un autore per provare a editare il proprio testo in solitudine (in attesa che lo faccia qualche editor professionista di una Casa Editrice seria), con occhio critico e a mente lucida?Faccio questa domanda perché io stessa mi sono ritrovata a dover mettere mano ai miei testi, come tutti d’altro canto, ma è dannatamente difficile guardare la propria storia con gli occhi di una persona esterna. In parte sono riuscita, ma va da sé che non sia una cosa semplice.
    Lo chiedo anche per tutti quegli autori che vorrebbero ricorrere al selfpublishing senza avere nessun quattrino da poter investire per un editing professionale a pagamento.

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    1. Perdonami se rispondo solo ora, sono state giornate frenetiche 😨
      Innanzitutto grazie della domanda, su questo tema così delicato.
      Purtroppo non ci sono metodi certi… diciamo che un periodo di pausa dopo la prima stesura è d’obbligo, per darci il tempo di disimparare il testo a memoria. Poi sarebbe bene mettere per iscritto le sequenze di eventi con le loro durate, i background di storia e personaggi (oppure riprendere le schede già compilate) e confrontare che tutto quadri. Questo lavoro l’ho fatto con l’editor ma avrei dovuto pensarci io. Il passo successivo potrebbe essere mandare il testo ad amici fidati e con occhio critico, per sapere subito se ci sono buchi di trama macroscopici o se qualcosa proprio non fila. Infine, quando ti sembra di aver fatto tutto il fattibile… quello è il momento giusto per inviare 🙂

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      1. Grazie per la risposta, e non preoccuparti del ritardo, la mia domanda non scappava 😉 I consigli che hai dato sono ottimi, e sono gli stessi che seguo anche io. Questo mi fa ben sperare in un buon lavoro di partenza da parte mia, non vorrei sbagliarmi. Grazie ancora per la risposta e un grande in bocca al lupo per I superstiti di Ridian e per tutti i tuoi libria futuri! 😀

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