Pubblicato in: Interviste

#Parola di… Marta Duò: consigli.

Siamo giunti alla fine dell’intervista a puntate con ospite Marta Duò, autrice de “I superstiti di Ridian”.
Oggi, per concludere in bellezza, parleremo di lettura e di consigli agli aspiranti scrittori!
Vi invitiamo, come sempre, a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Marta passerà a rispondervi.

IL LIBRO

isuperstitidiridianAnteprima: sito Plesio Editore
TRAMA: 
XXV secolo: la Terra è ormai un deserto di sabbia e ghiaccio e le nuove generazioni crescono su Ridian, pianeta prossimo al centro della Galassia. La guerra contro gli antichi abitanti lo ha reso un territorio ostile, in cui le colonie terrestri non sono più al sicuro. Sotto la cupola di Red City vivono Nerissa, studentessa destinata al ritorno sulla Terra, e Handel, professoressa che le impartisce lezioni clandestine di letteratura. Una missione inattesa le trascinerà nel terribile conflitto che ha devastato i due mondi. Al centro di uno scontro di civiltà, Nerissa dovrà scegliere tra le rassicuranti menzogne della sua vecchia vita e le atroci verità che le rivelerà Daar, giovane combattente determinato a porre fine all’epoca della colonizzazione umana.

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Diciamolo una volta per tutte: leggere è una fase importante per la scrittura. Qual è il ruolo della lettura?
Il ruolo della lettura è molto soggettivo, ma imprescindibile. Leggendo non solo si impara a padroneggiare una lingua (no, la cittadinanza italiana non comporta il saper parlare perfettamente italiano, e una ripassata al libro di grammatica ogni tanto non fa male a nessuno) ma si risponde anche alla fatidica domanda: “che bella idea che ho avuto, non è che per caso è già stata scritta da qualcuno?”. Se il numero di lettori non fosse soverchiato da quello degli scrittori, non avremmo un mercato saturo di storie copia e incolla, banali a livelli imbarazzanti proprio perché, se non si legge, non si è allenati a formare pensieri complessi.
Per quanto riguarda me, ho cominciato a cimentarmi nella lettura ben prima delle scuole elementari. Rappresenta un bisogno quasi fisico; se non tocco libro per più di qualche settimana mi sento “intasata” di pensieri che hanno bisogno di fluire attraverso storie scritte da altri. Ho la necessità di prendere qualche minuto per me, per allontanarmi dalla realtà e cercare nuovi spunti di riflessione. È in quest’ottica che si può capire come io non tragga ispirazione da altre storie: leggere è come innaffiare il campo della mia immaginazione, e non posso sapere a priori cosa germinerà. Gli stimoli sono così tanti, non solo letterari, ma hanno bisogno delle parole altrui per essere colti.
Perciò vi consiglio di leggere tanto, anche nei momenti morti tra un autobus e una pausa pranzo, e di non limitarvi solo a pochi generi. Lasciatevi attrarre da un titolo, un’immagine, una quarta di copertina accattivante… non bazzicate sempre lo stesso angolo della libreria. Ma non è necessario che sia io, una sconosciuta, a dirvelo.

Ci sono altri libri non di fantascienza che ti hanno influenzata?
Assolutamente sì: Il Silmarillion di Tolkien fu la mia epifania. In verità, qualsiasi sua opera è una rivelazione, ma questa mi folgorò perché mi fornì un quadro completo della vastità dell’ingegno umano, delle infinite potenzialità della fantasia. Mi fece capire che i limiti esistono solo perché li imponiamo noi stessi, e mi rese determinata a creare i miei mondi, con personaggi e leggende caratteristici. Vivo infatti in un ambiente dove la scrittura (e la lettura) in ambito fantastico è vista come un hobby piuttosto infantile, e Il Silmarillion mi mostrò come fosse piuttosto un’arte. Ogni volta che lo sfoglio mi sento un po’ meno sola e con più voglia di stupire i miei lettori, nel mio piccolo.

Hai qualche consiglio per gli aspiranti scrittori che ci seguono?
Sull’importanza della lettura credo di avervi rotto abbastanza le scatole, quindi direi di passare a qualche consiglio più pratico.
Ieri vi ho raccontato la mia piccola epopea con le case editrici, ed è su questo aspetto che vorrei soffermarmi un momento. Su Facebook vedo moltissime persone chiedere info su una casa editrice seria, senza specificare né il genere di cui scrivono né cosa intendano per “seria”: in primis decidete subito di che genere è il vostro romanzo (rosa con sfumature horror, con un pizzico di thriller e una spolverata di chicklit non è un genere, dovrete scegliere massimo due parole) così da scartare subito nomi che non vi torneranno mai utili; in secundis, non basta che una casa editrice sia free per essere definita seria, deve anche avere politiche chiare su ristampe e royalties, non deve chiedervi l’invio di manoscritti cartacei né tantomeno rilegati e deve avere un buon rapporto con gli autori (potete provare a contattare alcuni di loro e capire se ne parlano con soddisfazione o con freddezza), anche e soprattutto in ambito professionale. Potrà sembrarvi la fiera delle banalità, ma posso assicurarvi che per troppe persone non è così. In un’epoca in cui è fin troppo facile speculare sui desideri altrui, dovete mobilitarvi per raccogliere tutte le informazioni possibili sulle realtà che volete affrontare; se sarete educati, non abbiate timore a contattare gli autori e, perché no, anche gli illustratori per sapere come lavora una certa casa editrice. Siete voi, con le vostre storie, a determinare la sopravvivenza di una certa realtà a discapito di un’altra.
Nel frattempo, però, non dimenticate di leggere anche i vostri colleghi 😉

Per me è stata una bellissima esperienza che mi ha permesso di conoscere una persona interessante e piacevole con cui confrontarmi, oltre che un libro che promette bene. Spero sia stato altrettanto per voi.

Come sempre, lo spazio adesso è vostro, potete fare le vostre domande a Marta!

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