Senza categoria

I franchising e l’editoria indipendente

Oltre all’intervista di ieri, ho sentito il punto di vista di un’altra libraia, sempre di una grande catena. Non ho ricevuto risposte abbastanza esaustive per poterle riportare, ma voglio condividere con voi le riflessioni che ne sono scaturite. 

Innanzi tutto chiariamo una cosa: per citare il Qoelet e Schopenhauer “non vi è nulla di nuovo sotto il sole”. Per molti di voi queste cose saranno ovvie, anche io non ne ero del tutto all’oscuro, ma sentirsele dire da altri, da persone che ne sanno sicuramente più di te, fa sempre il suo discreto effetto.

Alcune librerie adottano libri di case editrici indipendenti in conto vendita che, se rimaste invendute, vengono restituite all’editore senza che il libraio ci rimetta economicamente. Altri franchising, invece, hanno regole più rigide, devono richiedere direttamente alla sede e, prima di tutto, il catalogo della casa editrice deve essere sul loro server, altrimenti potrete anche piangere in greco, ma la risposta rimarrà sempre la stessa: no.
Anche nel caso in cui prendessero in negozio alcuni titoli, devono rientrare in un range minimo di vendite che, se non raggiunto, comporta un bel “arrivederci, grazie e tanti saluti”.
Ma non è finita: non solo sono tenuti a vendere prima i loro libri e poi quelli di editori indipendenti, ma su questi stessi libri il 40% circa del prezzo di copertina lo guadagna la sede. 
Oltre al danno anche la beffa.
Parlando per ipotesi, proviamo a fare due calcoli: utopicamente, un autore ricava il 10% (in realtà oscilla dal 4 all’8, ma arrotondiamo per eccesso), la casa editrice del franchising il 40%, così abbiamo un totale del 50%. Il resto deve essere diviso tra il libraio e l’editore, quindi un 25% a testa, col quale a loro volta dovranno pagare svariate tasse, tipografia, distributore e dipendenti. Se ci sono altre figure a cui rendere conto, converrete con me che la situazione si fa ancora più complessa.
A questo punto mi incuriosisce la situazione delle librerie indipendenti, con cui non so se avrò occasione di parlare.
Tornando a noi, abbiamo affrontato anche la questione degli autori che riescono a farsi notare dalle grandi case editrici e finalmente qualcuno l’ha ammesso: è tutto pilotato.
No, non c’entrano i complottisti questa volta, sono sicura che anche a voi viene in mente un autore di cui non vi spiegate la fama, com’è possibile che un editore abbia scelto di pubblicarlo, avete pensato che non fosse stato scelto proprio per merito, ma non ne avevate la certezza e no, non volevate essere presi per complottisti.
Avere un sospetto è un conto, sentirlo dire con onestà da una persona che lavora nel settore ha l’effetto di un pugno in faccia.
Questo, unito alle recensioni di parte di cui si parlava ieri, spiega anche come mai alcuni validi autori con trame che potrebbero rientrare nelle mode del mercato, non hanno lo stesso successo di altri.
Pubblicare con una grande casa editrice non dà alcun vantaggio, nessuna sicurezza.
L’unica nota positiva di questa esperienza è la conferma di un rinnovato interesse per gli autori italiani.

Confesso che, reduce da queste informazioni, sono stata presa dallo sconforto, mi sono chiesta come si potrebbe risolvere la situazione, se serve davvero impegnarsi così tanto e alla fine sono giunta alla conclusione che sì, serve moltissimo, che siamo noi, prima di tutto come lettori, a fare la differenza. Ne è un chiaro esempio l’iniziativa di Modus legendi che vi invito a considerare.

Annunci

2 thoughts on “I franchising e l’editoria indipendente”

  1. Impegniamoci e non molliamo mai.
    E’ vero, questo è il periodo dei libri di youtuber, divi e personaggi macchietta che, probabilmente, non hanno nemmeno scritto loro.
    Però personalmente trovo che qualcosa stia cambiando, una cura verso il libro da parte delle case editrici minori le fa risaltare come qualità sulle altre e se da un lato in libreria non vendono per scarsa pubblicità da un altro in fiera sono conosciute, apprezzate e vendono sempre di più.
    Non abbattiamoci e continuiamo a valutare i libri letti sul contenuto =)

    Liked by 1 persona

  2. Devo credere che le cose si possano cambiare. L’impegno è sicuramente una parte fondamentale del percorso, chiamiamolo così. Sono convinta, però, che parlarne, intestardirsi anche nel cercare e raccogliere informazioni sia necessario: tutti possiamo dire che certe cose si sanno, ma siamo sicuri di saperle davvero? E anche in questo caso, siamo consapevoli che possiamo avere, che abbiamo un ruolo in questa catena che di virtuoso a ben poco?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...