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#Parola di… Melania D’Alessandro, autrice di “Sogni di Carta” e “La città nascosta”

Come già annunciato sulla pagina Facebook, fino a domenica saremo in compagnia di Melania D’Alessandro, autrice de “La città nascosta” e “Sogni di Carta”, entrambi editi da Leucotea edizioni.
Come per l’intervista a Marta Duò, abbiamo suddiviso le giornate per argomenti, che trovate riassunti qui sotto.
Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Melania passerà a rispondervi. Non siate timidi!

I LIBRI

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Attraverso un portale trovato in biblioteca, Sofia arriva in un mondo parallelo, uguale a quello dove è cresciuta, ma profondamente diverso. Una realtà che si distrugge in continuazione e che con eguale rapidità si ricostruisce, un susseguirsi del tempo irregolare in cui non si sa mai in quale epoca ci si possa ritrovare, un mondo nuovo, dove si possono incontrare personaggi strepitosi e posti al limite dell’impossibile. Un viaggio capace di ribaltare le certezze e creare legami indissolubili, ma non di lenire la nostalgia di casa.
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Sogni di Carta è un negozio speciale. Tanto per cominciare, è gestito da un signore che veste sempre con abiti a quadretti e da un topo brontolone che va ghiotto di biscotti e viaggi fantasiosi. È una libreria magica, dove ogni parola scritta può diventare realtà e in cui i clienti vivono le avventure dei protagonisti delle storie come fossero proprie. Un giorno, tuttavia, libraio e topo di biblioteca si ritrovano ad affrontare guai seri: il mondo della fantasia è in pericolo e rischia di scomparire per sempre. Tra magici ripostigli, laboratori sognanti e personaggi straordinari si snoda la storia di Sogni di Carta, dove la magia diventa possibile e dove anche i lettori possono fare la differenza.

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Ne La città nascosta Sofia, la protagonista, si ritrova in una città parallela a quella in cui è nata e cresciuta, caratterizzata dal susseguirsi di varie epoche storiche. Ma La città nascosta esiste davvero?
Questa è una domanda interessante, a cui posso dare una risposta a più livelli.
La città di cui si parla nel romanzo esiste davvero, sì, ed è la stessa Ventimiglia che negli ultimi anni è diventata spesso protagonista nelle pagine di giornale dedicate all’immigrazione. Ventimiglia è la città in cui sono cresciuta, l’unico luogo che posso dire di conoscere come le mie tasche (una delle prime regole della scrittura è “scrivi di ciò che conosci bene”). Tuttavia, nel romanzo si parla anche di un’altra città, quella nascosta per l’appunto, che è una Ventimiglia parallela a quella reale. Anche questa esiste davvero, ma vive nei cuori di ognuno di noi – non solo dei ventimigliesi – e non nella realtà ordinaria che tutti conosciamo.
Ognuno di noi, con attenzione e curiosità, può accedere alla propria “città nascosta”, perché ogni luogo ha una storia, una cultura e delle tradizioni da tramandare alle generazioni future. Tutti possiamo essere come Sofia, cercatori di tesori di un passato ormai sepolto, ma che vive ancora in noi e intorno a noi, basta solo saper osservare.

Com’è nato Sogni di Carta?
L’idea di scrivere un romanzo per i più piccoli c’era da tempo, ma non l’avevo mai concretizzata, non in qualcosa di serio, per lo meno. Sogni di Carta è nato in un momento particolare, difficile, in un periodo della mia vita costellato di incertezze e cambiamenti. Avevo bisogno di gettarmi in qualcosa che potesse darmi soddisfazione, una storia semplice e spensierata, per impedirmi di affogare nel mare angoscioso della modernità e della quotidianità. Volevo una storia che mi permettesse di staccare la spina dalle preoccupazioni e che mi desse l’opportunità di camminare in un mondo tutto mio, in cui mi potessi sentire a casa. Ho meditato a lungo sulle cose importanti per me, sulle passioni che danno sapore alla mia vita. E così è nato Sogni di Carta, che parla dell’amore per i libri e per la parola scritta. È un vero e proprio inno alla lettura ed è stato appagante e divertente scriverlo.

Cos’è cambiato da La città nascosta a Sogni di Carta come autrice?
Anche se si può dire che siano stati scritti a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro, è cambiato davvero molto. Con le correzioni fatte a La città nascosta, ho imparato a rivedere il mio stile di scrittura, a mettermi in discussione e rapportarmi in modo più critico verso me stessa. L’esperienza fatta con il mio romanzo d’esordio è stata fondamentale per imparare come muovermi con il secondo, sia dal punto di vista stilistico che da quello più pratico della promozione dell’opera.
La città nascosta e Sogni di Carta appartengono a due generi diversi e sono stati scritti con intenti altrettanto differenti, ma entrambi hanno saputo insegnarmi molto, permettendomi di affinare la tecnica e farmi comprendere come agiscano l’editoria e il web marketing, seppure in minima parte. Ho modificato il mio approccio alla scrittura, tanto che, chi ha letto entrambi, ha detto di aver avvertito un maggiore coinvolgimento emotivo nel secondo romanzo, e così è stato, in effetti. Rotto il ghiaccio con La città nascosta, ho saputo lasciarmi andare e far fluire l’ispirazione, incanalandola verso un progetto nuovo, appassionante e stimolante per me, come lo era una storia dedicata all’infanzia. Desideravo scriverla fin dalla tenera età e, finalmente, ho coronato il mio sogno con Sogni di Carta.

Ora tocca a voi! Avete qualche curiosità da chiedere a Melania?
Vi ricordo che domani, sempre alla stessa ora, ci sarà il secondo appuntamento, dove parleremo delle tematiche affrontate ne La città nascosta Sogni di Carta. Non mancate!

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2 pensieri riguardo “#Parola di… Melania D’Alessandro, autrice di “Sogni di Carta” e “La città nascosta”

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