Interviste

#Parola di… Melania D’Alessandro: consigli

Oggi è l’ultimo appuntamento con l’intervista a Melania D’Alessandro, autrice de “La città nascosta” e “Sogni di Carta”, entrambi editi da Leucotea edizioni.
Abbiamo lasciato all’ultimo i consigli di Melania agli aspiranti scrittori!
Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità
sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Melania passerà a rispondervi. Non siate timidi!

I LIBRI

la-citta-nascosta-2TRAMA:
Attraverso un portale trovato in biblioteca, Sofia arriva in un mondo parallelo, uguale a quello dove è cresciuta, ma profondamente diverso. Una realtà che si distrugge in continuazione e che con eguale rapidità si ricostruisce, un susseguirsi del tempo irregolare in cui non si sa mai in quale epoca ci si possa ritrovare, un mondo nuovo, dove si possono incontrare personaggi strepitosi e posti al limite dell’impossibile. Un viaggio capace di ribaltare le certezze e creare legami indissolubili, ma non di lenire la nostalgia di casa.
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Sogni di Carta è un negozio speciale. Tanto per cominciare, è gestito da un signore che veste sempre con abiti a quadretti e da un topo brontolone che va ghiotto di biscotti e viaggi fantasiosi. È una libreria magica, dove ogni parola scritta può diventare realtà e in cui i clienti vivono le avventure dei protagonisti delle storie come fossero proprie. Un giorno, tuttavia, libraio e topo di biblioteca si ritrovano ad affrontare guai seri: il mondo della fantasia è in pericolo e rischia di scomparire per sempre. Tra magici ripostigli, laboratori sognanti e personaggi straordinari si snoda la storia di Sogni di Carta, dove la magia diventa possibile e dove anche i lettori possono fare la differenza.

 

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Va bene leggere tanto, ma quando si può cominciare a scrivere?
Come scrive Stephen King nel suo saggio “On Writing”, la lettura è il nucleo creativo della vita di uno scrittore, per cui è da considerarsi imprescindibile. Lo stesso King, però, dice anche che non bisogna aspettare la musa ispiratrice per buttar giù una storia, e non ha tutti i torti. Si deve scrivere, affrontare la tanto temuta pagina bianca e impegnarsi con costanza. A volte è necessario buttarsi per rompere il ghiaccio, anche se è doveroso dedicarsi anche alla progettazione di quello che si vuole scrivere. La documentazione è importante, così come lo studio, ma non bisogna ammazzare la vena creativa, bensì alimentarla e non permettere mai che essa si spenga o sia rimpiazzata dalla noia.

L’errore che commetti più spesso o qualcosa che vorresti imparare/cambiare?
Ahimé, dopo diversi anni ancora non ho imparato a evitare le ripetizioni, me lo rimprovero sempre. Di solito riesco a porvi rimedio in fase di revisione, ma non le sopporto, sono fastidiose e devo fare in modo di ampliare il mio vocabolario per evitare di dovermi lambiccare il cervello in fase di correzione. Un’altra cosa che spesso sbaglio nei miei scritti è la costruzione del dialogo. Cerco di concentrarmi sempre quando li scrivo, ma inevitabilmente finisco per far dire al personaggio qualcosa di sbagliato o di poco coerente con il suo carattere. Per fortuna sto imparando a non farlo più, ma a volte è difficile non lasciarsi andare alla vena creativa e usare la razionalità.

Cosa consigli agli aspiranti scrittori?
Non consiglierò le cose più ovvie, proprio perché sono tali. Agli aspiranti scrittori consiglio, quindi, di essere umili e pronti a mettersi in gioco, di accettare sempre le critiche costruttive e di imparare da chi ha molto da insegnare.
Consiglio di osservare e ascoltare la gente, perché “è lo spettacolo più grande del mondo, e non si paga neanche il biglietto” (cit. Charles Bukowski); questo aiuterà a costruire personaggi realistici e con un certo spessore, anziché delle figurine “di carta velina” (cit. Stephen King).
Imparate ad ampliare il vostro vocabolario, perché la lingua italiana è ricca e bella, per cui è bene saperla usare nel modo giusto.
Se volete scrivere, ma non sempre vi ritenete abbastanza ispirati, prendete l’abitudine di buttare giù qualche riga su un diario personale. Potrà sembrare una banalità, ma anche quello è un esercizio di scrittura. Vi permetterà di non perdere l’allenamento, di non lasciare scappare la vena artistica di un momento fugace che avreste perso altrimenti, ma non solo. A volte, le nostre esperienze quotidiane possono rivelarsi utili, e potremmo scoprire di doverle utilizzare in futuro per un passaggio più o meno importante di un nostro racconto/romanzo. Mai sottovalutare la quotidianità, quindi.
Questi sono solo alcuni dei tanti consigli che si possono dare a chi desidera diventare uno scrittore.

E con questo abbiamo concluso l’intervista con Melania D’Alessandro!
Come sempre, se avete domande o curiosità, siete invitati a scriverle qui sotto o sulla pagina facebook, l’autrice passerà a rispondervi!

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