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#Parola di… Rita Micozzi e Davide Cencini, autori della saga di Darkwing e di “Dershing: gli ultimi draghi”

Come già annunciato sulla pagina Facebook, fino a domenica saremo in compagnia di Rita Micozzi e Davide Cencini, creatori del Mondo di Darkwing e autori del libro “Dershing: gli ultimi darghi”, uscito da poco per Plesio Editore.
Oggi conosceremo meglio i loro romanzi!
Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Rita e Davide passeranno a rispondervi. Non siate timidi!

I LIBRI

159_big.jpgTRAMA: Una guerriera, un topo che vuole diventare un mago, uno scultore, un re dei draghi, una mente geniale che sprofonda nella follia. Sono i protagonisti di una storia lunga mille anni, che plasmerà il destino di Oma, mondo a lungo dominato dai draghi, portati però sull’orlo dell’estinzione da una malattia che li ha resi sterili.
Quando i draghi scopriranno che esistono donne in grado di generare figli con loro, le dershing, non tutti accetteranno il cambiamento.
Sarà l’inizio di una nuova specie… o l’inizio della fine?
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TRAMA:
Un viaggiatore giungerà per reclamare la SpadaTerra. Un futuro non molto lontano. Una nuova fonte di energia promette di cambiare il mondo, ma quel sogno si trasforma in una catastrofe. Peter scompare nell’esplosione. Sembra la fine, invece è l’inizio di uno straordinario viaggio. Scopre di essere in un luogo chiamato Corown, dove viene scelto dalla Spada dai Sette Occhi per diventare il Darkwing, un guerriero investito di un potere terribile e oscuro che rischia di consumarlo. Riuscirà a servirsene per proteggere coloro che ama?

 

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So che il progetto di Dershing è molto vasto. Come nasce e come vorreste svilupparlo?
Rita: Abbiamo progettato di svilupparlo in una duologia, con alcuni spin-off. Gli Ultimi Draghi è il primo capitolo, a cui seguirà L’Ultima Dershing, che racconterà l’epilogo del conflitto tra Neebia e gli ultimi eredi dei Draghi Alti e dei dershing. Questi due libri insieme formeranno la saga principale sviluppando il “nucleo” del mondo di Oma. Ma ancora prima di pubblicare Gli Ultimi Draghi, è uscito con Astro Edizioni Tutto per un Drago di Legno, un piccolo prequel, che si svolge qualche anno prima dell’inizio della saga vera e propria, presentando una versione più per ragazzi dell’universo che io e Davide abbiamo creato. Abbiamo ideato anche uno special che vorremmo realizzare in ebook, incentrato sulla vita della prima Dershing e di sua figlia Twoblood, e di come la loro esistenza ha cambiato la società dei draghi in un momento storico in cui l’umanità ha assunto maggiore importanza. Questo special andrebbe a collegare meglio i due libri, quasi facendo da “ponte” tra il passato e il presente. E poi, naturalmente, abbiamo qualche idea per un possibile sequel, ma è presto per parlarne, per ora ci piacerebbe solo arrivare all’Ultima Dershing portando tutti i nodi al pettine.

Davide:
Tra l’altro, la storia editoriale di Dershing è piuttosto singolare. Si può dire che è andata a ritroso! Infatti il soggetto originale da cui siamo partiti è stato quello de L’Ultima Dershing, cioè il sequel che non abbiamo ancora scritto. Tutto è nato da un’idea avuta da Rita quando era al liceo e che a un certo punto abbiamo deciso di riprendere in mano, ristrutturando la trama e attualizzandola. Inizialmente abbiamo provato a proporre il progetto a fumetti ad alcuni editori francesi, ma la cosa non è andata in porto. Le cose hanno avuto una svolta quando abbiamo iniziato a girare per fiere per promuovere Darkwing, l’altro nostro progetto. Un editore marchigiano si è incuriosito e ci ha chiesto se ci andava di scrivere un fantasy per lui, così abbiamo iniziato a lavorare sull’idea di un prequel de L’Ultima Dershing che si svolgesse in luoghi ispirati da quelli reali del centro Italia. L’anno prima avevo già scritto L’Ultima Guardiana per un concorso, che purtroppo fu cancellato (la solita fortuna!)… ma quella storia era lì, e ha fornito l’input giusto per sviluppare Gli Ultimi Draghi, una storia articolata in quattro racconti che narra come i draghi, gli esseri umani e i muscu hanno convissuto, prima di arrivare allo scontro risolutivo con Neebia ne L’Ultima Dershing. Il risultato è stato un libro che ha parlato non solo della storia di come i draghi sono quasi scomparsi, ma di come tutti gli esseri senzienti abbiano diritto alla vita e a venire considerati con dignità.

Rita:
Purtroppo, l’editore che ci aveva fatto la proposta si è ritirato improvvisamente per motivi finanziari, lasciandoci in mano un romanzo illustrato completo, bloccato pochi giorni prima di vedere le stampe! Così io e Davide ci siamo messi alla ricerca di un altro editore. Ci sono voluti più di tre anni, ma alla fine ne abbiamo trovati addirittura due! Astro Edizioni ha gradito il racconto con i topi, L’ultima Vetta, ma piuttosto che staccarlo dal contesto del libro abbiamo preferito sviluppare un progetto a sé, che è diventato Tutto per un Drago di Legno. Nel frattempo, Plesio Editore ha acquisito i diritti per Gli Ultimi Draghi e si è interessata al sequel. Così abbiamo fatto uscire sia la versione per bambini sia quella per grandi, a ritroso da come avevamo progettato la saga!

Chi sono i protagonisti di Dershing: Gli Ultimi Draghi?
Rita:
Prima di tutto, come abbiamo detto, Gli Ultimi Draghi è formato da quattro storie separate fra loro anche da ampi intervalli di tempo, ma che si vanno tutte a congiungere nella trama finale; ogni racconto ha il proprio protagonista le cui azioni, in bene o in male, porteranno delle conseguenze inesorabili anche nella vita degli altri.
Nella prima storia, l’Ultima Guardiana, la protagonista è Djora Sersyde, una guerriera appartenente all’ordine dei Guardiani d’Alabastro, i difensori dei dershing e dei Draghi Alti. Djora è una semplice umana, ma intrattiene una relazione clandestina con Nightlock, un principe dei draghi, che la porta a mettere alla prova la sua già vacillante fedeltà alla causa dei Guardiani. Questo personaggio è nato capovolgendo un po’ lo stereotipo in voga nel fantasy della donna che vuole essere a tutti i costi un guerriero per distinguersi. In un mondo in cui donne e uomini svolgono tutti gli stessi compiti, può anche capitare che l’unico desiderio di una donna addestrata da sempre ad essere un’eccellente spadaccina sia quello di vivere il proprio sogno d’amore senza le aspettative opprimenti che la società riversa su di lei e sul suo innamorato.
Nel secondo racconto, L’Ultima Vetta, protagonista indiscusso invece è Scresah Enkawa, un muscu di circa sedici anni, sbruffone e sfrontato, che per tutta la vita non ha desiderato altro che diventare un mago. Nella società dei muscu, una razza di nostra invenzione di topi umanoidi alti circa un metro e dieci, Scresah è considerato una pecora nera, l’unico che non vuole conformarsi alle tradizioni della sua famiglia, l’unico che non accetta l’ineluttabilità del destino, specialmente quando questo destino minaccia di portargli via la sorellina Adre. Scresah ha fatto la sua prima apparizione in “Tutto per un drago di legno” come spalla del protagonista Surri; in quel racconto era più giovane e pasticcione, ma stavolta lo vedremo veramente prendere in mano il suo destino e lanciarsi in un’impresa disperata, dimostrando un coraggio degno di ben più grandi eroi.
Il terzo racconto fa un salto indietro di ben mille anni, tornando all’epoca in cui la società dei draghi aveva raggiunto il suo massimo splendore e l’umanità era ancora primitiva. In questa fase storica gli esseri umani erano subordinati ai draghi che li chiamavano appunto “dershi”, servitori. Il protagonista qui è Terrant, un drago bronzeo esperto Modellatore di Rocce: nell’aiutare il suo più caro amico Neebia, un brillante scienziato a capo del progetto di ricerca per salvare la loro razza dall’estinzione, Terrant costruirà un meraviglioso laboratorio sotterraneo e una schiera di “custodi di pietra” che funzionino da aiutanti per i draghi ricercatori. Con sua grande sorpresa però, scoprirà che il primo prototipo da lui creato tra questi automi mostra segni di intelligenza indipendente, curiosità e perfino quelle che sembrano emozioni, e gli si affezionerà al punto da dargli un nome: Akkar (“apprendista” nella lingua antica dei draghi). Anche Akkar diventerà uno dei protagonisti più importanti di questa storia, quando lui e il suo maestro verranno coinvolti in loschi intrighi politici che metteranno in pericolo tanto la civiltà dei draghi che l’esistenza della razza umana. Terrant e Akkar sono due personaggi molto profondi a mio parere: nonostante essi non siano fisicamente padre e figlio, con il loro rapporto dimostreranno l’importanza di insegnare alle generazioni future a rispettare e proteggere ogni forma di vita, perfino chi non è nato in modo naturale.
Il quarto racconto s’intitola L’Ultimo Re, e ha una struttura più corale, poiché verrà narrato da più punti di vista: quello di Kent, un giovane bardo che da bambino ha aiutato il re dei draghi Ironblood a sconfiggere i Draghi Antichi; quello della regina Dewdrop, draghessa guaritrice e moglie del re Ironblood; e infine quello del cattivo Neebia, il cui scopo è riportare la propria specie agli antichi splendori, con l’aiuto del Gran Drago di Sangue.

Davide: Un’altra particolarità di questo romanzo è che è proprio il personaggio di Neebia, cioè l’antagonista, a collegare i vari racconti. Lo ritroveremo in tutte le storie, rivelando man mano i drammatici eventi che l’hanno portato alla rovina. Il suo tracollo dalla genialità all’ossessione fino a sprofondare in una sanguinaria follia, rende quasi Gli Ultimi Draghi un vero e proprio romanzo sulla “genesi dell’antagonista”.
Ebbene sì, la saga di Dershing, in sostanza, comincia con la storia del cattivo!
Ci saranno poi alcuni personaggi che faranno apparizioni più brevi ma che ritroveremo nel seguito e avranno un’importanza cruciale, fra tutti citerei Sersyde, il guerriero mutato in serpente da una maledizione dei Draghi Alti dopo aver commesso un orribile atto di tradimento. Di certo viene dalla stessa casata di Djora, ma non si sa ancora per certo chi sia e perché sia stato trasformato così. I lettori lo incontreranno nell’Ultima Vetta e L’ultimo Re, e avranno modo di elaborare le loro teorie prima del seguito.

Avete un’altra saga in cantiere, quella di Darkwing. In cosa si differenzia da Dershing? Ci sono sostanziali cambiamenti nella nuova versione?

Davide: Darkwing e Dershing sono due serie che consideriamo “sorelle”. Delle due, Darkwing è stata realizzata per prima; a differenza di Dershing è stata concepita quasi interamente da me e consiste in un progetto più vasto e articolato, che si svilupperà su sette libri più alcuni spin-off. Si ispira maggiormente al genere epic/action, con legami più profondi con la fantascienza, l’horror e i manga, mentre Dershing sfuma più sul genere favolistico e del mito, anche se i momenti di azione non mancano nemmeno qui!
Al di là della trama, che è completamente diversa, abbiamo concepito i due romanzi in modo che si soffermassero anche su valori umani diversi. Darkwing si pone problemi più “universali”, come il rapporto tra l’umano e il divino, il diritto a scegliere la propria esistenza in un mondo plasmato da forze più grandi del singolo e il bisogno di confrontarsi con i propri lati oscuri, mentre Dershing si concentra su temi che hanno più a che fare con la dignità della persona, come il diritto alla vita, all’autodeterminazione e alla riproduzione. Una grande differenza tra i due romanzi è certamente il fatto che Corown, il mondo in cui è ambientata la storia di Darkwing, è oppresso dalle divinità; qui la vita religiosa determina il destino degli individui e l’uomo sembra destinato a essere una semplice pedina in una battaglia tra gli dei che si svolge su scala cosmica (vedremo poi come l’arrivo del protagonista Peter stravolgerà questi equilibri!). Invece su Oma, il mondo di Dershing, le divinità letteralmente non esistono, gli uomini venerano i draghi e i draghi venerano unicamente le stelle, cioè l’unica cosa che stia più in alto di loro… è quindi un mondo plasmato solo dalle persone che ci vivono e dalle loro scelte.
Mi chiedevi qualche informazione in più sulla nuova edizione della prima trilogia di Darkwing, chiamata in codice “Redux”.
La prima cosa da sapere è che Darkwing, come Dershing, nasce da un progetto di gioventù, ma a differenza di Dershing che è stato scritto di recente, il testo dei primi due Darkwing è stato sviluppato molto prima, addirittura a cavallo tra il 2004 e il 2009, vedendo pubblicazione sotto il marchio Ute Libri solo nel 2012, dopo un’autoproduzione di prova nel 2010. Si trattava quindi di un testo che andava aggiornato, sia per svecchiarlo, sia perché le mie abilità come scrittore nel frattempo sono maturate, sia per portarlo in linea con il terzo volume, lanciato a fine 2016. L’occasione per un “upgrade” è capitata proprio con la restituzione dei diritti di pubblicazione da parte di Ute a fine dicembre scorso. Ne ho approfittato per rimettere mano al testo e perfezionarlo in molti aspetti tecnici (correzione di vecchi refusi, gestione più corretta dei punti di vista, sintesi, dialoghi, interventi di tipo logico ecc.), oltre che per rielaborare alcune parti che non mi soddisfacevano del tutto nella precedente edizione. Nel farlo ho tenuto conto dei commenti dei lettori, soprattutto delle critiche che mi sono sembrate più sensate, e che ho ritenuto doveroso integrare nel restauro. Il risultato è una versione senz’altro migliorata della saga originale, con una serie di scene aggiunte ed estese e alcuni importanti cambiamenti in varie sottotrame, che all’epoca della pubblicazione del primo libro non erano ancora completamente definite. Sul sito ufficiale, i lettori potranno trovare il “changelog” dei cambiamenti principali dell’edizione Redux. Da questa solida base di partenza potrò sviluppare i capitoli successivi. Al momento in cui parliamo, la nuova edizione è già in commercio su tutti i maggiori store online, e anche il sito ufficiale è stato aggiornato per integrarla.
I miei piani per il futuro al momento sono concentrati sullo sviluppo dei DLC del terzo volume, ovvero due special di contorno più brevi e a basso costo che verranno pubblicati quest’anno, mentre definisco la trama del quarto capitolo. Rita lavorerà con me alla stesura de L’Ultima Dershing, che svolgeremo parallelamente, probabilmente a partire dall’anno prossimo visto che quest’anno siamo già piuttosto indaffarati!
Con il quarto volume di Darkwing si concluderà il ciclo della guerra con Greyven aperto col primo capitolo e se ne aprirà uno nuovo di altri tre capitoli che porterà la storia di Peter verso la sua conclusione. Lungo la strada, però, ci saranno altri DLC e spin-off che amplieranno il mondo di Corown, molti dei quali saranno accessibili anche ai lettori che non hanno letto la saga principale. Ad esempio, sto lavorando da tempo sull’idea di una duologia dark fantasy che racconti le origini di Vonatar, il cattivo di Darkwing, in modo indipendente dal suo ruolo nella serie, e anche su un ciclo di racconti incentrati sui Solar. Mi piacerebbe perfino provare a realizzare un librogame, ma la priorità restano comunque i romanzi.

Avete qualcosa da aggiungere?
Rita: Abbiamo da tempo pronto un progetto di libro illustrato per un target di ragazzi dai nove anni circa, aspettiamo solo un momento propizio per proporlo a un editore, anche tra i big, e portarlo alla pubblicazione.

Mi raccomando, commentate qui o sulla pagina Facebook, gli autori passeranno a rispondervi.
Non mancate domani per il secondo appuntamento!

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