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Sondaggio: Lettori e Case Editrici Indipendenti

Se frequentate la pagina Facebook di SEMEPI, avrete visto che nei giorni scorsi ho aperto un piccolo sondaggio che si è svolto su un campione di 65 persone. Le domande erano poche e semplici: quanti libri leggi in media in un anno di un editore indipendente, l’età e la professione.
Prima di passare ai risultati, vorrei riassumere in breve quelle che erano le mie aspettative.
Immaginavo che sarebbe venuto alla luce un quadro desolante, fatto per la maggior parte da autori e blogger, con un massimo di 5 libri di editori indipendenti letti in un anno e un’età media intorno ai 25 anni.
Forse sono stata un po’ pessimista, perché il feedback che ho ricevuto mi ha sorpreso in molti sensi, primo fra tutti il numero di persone che ha deciso di rispondere, che colgo l’occasione per ringraziare.

Libri letti in un anno

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La mia previsione, su questo punto, si è avverata, e non è qualcosa di cui mi vanterei in giro. Guardiamo in faccia la realtà: anche io riesco a leggerne meno di dieci, anche se sulla media complessiva dei libri che leggo in un anno, sono sicuramente di più rispetto a quelli delle maggiori case editrici.
Ma, c’è un “ma”. Soffermiamoci sugli altri dati: il 21,5% ne legge tra i 5 e i 10 l’anno (corrispondenti a 14 utenti su 65) e un 16,9% (11 persone) più di 10. Più di quanti me ne aspettassi, perciò possiamo interpretarlo come un numero incoraggiante.

Età

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Qui mi aspettavo di trovarmi di fronte a un pubblico perlopiù giovane, con una media d’età sui 25 anni, e non sono andata poi molto lontano dalla verità. Questa domanda non era per un mero dato statistico, ma per capire dove si ha maggior coscienza di cosa sia l’editoria indipendente. Un 29,2% per la fascia più giovane, per un totale di 19 utenti è un dato che comunque fa ben sperare.

Professione

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Qui ho avuto la sorpresa più grande. Supponevo che avrebbero risposto molti blogger e autori, forse anche perché più interessati a un sondaggio del genere. Invece il 40% sono esclusivamente lettori, che non fanno parte di nessuna delle altre categorie, quindi meno influenzate dal proprio lavoro o dal proprio hobby.
Gli editori, pochi come mi aspettavo, sono solo il 3,1%.

Questi grafici, creati gentilmente da Google stesso facendomi risparmiare fatica e  tempo, però, non sono del tutto esaustivi, quindi ne ho creati due che evidenziassero nel dettaglio a quali categorie appartengono certi dati. Ecco il primo:

grafico letture

Troviamo confermati i risultati di prima: l’età media dei quattro gruppi si aggira sempre tra i 25-35 anni, tra i lettori si raggiunge il massimo numero degli utenti più giovani. Questo grafico da solo forse non spiega molte cose, per questo andrebbe confrontato col secondo:

grafico letture

Emerge che la maggior parte dei lettori legge in media dall’1 ai 5 libri di editori indipendenti, stessa cosa vale per gli autori, che è forse ciò che sorprende di più.
6 blogger (contro 3 autori e 4 lettori), che potrebbero essere più adulati dalle big con le copie omaggio, sono invece quelli che, almeno da questo sondaggio, risultano leggere dai 5 ai 10 libri, e gli utenti sono 17 contro i 20 appartenenti agli autori. Sorge spontanea una domanda: perché gli autori leggono così poco i colleghi?
Con questo non voglio creare nessuna polemica di sorta, il mio intento non era quello di denigrare chi legge pochi libri di questa realtà editoriale, ma forse per chi ha pubblicato qualcosa con un editore indipendente converrebbe leggerne di più e conoscere l’ambiente in cui si muove; per i lettori, perché in fondo anche i blogger non sono altro che questo, potrebbe essere un modo per eliminare eventuali pregiudizi e scoprire storie e autori meritevoli.

Ovviamente queste sono considerazioni parziali e, se vogliamo, di parte, perché probabilmente sono state coinvolte persone che quanto meno hanno già un’idea generale di cosa si sta parlando.
Tirando le fila del discorso rimane la questione da un milione di dollari: con la scena occupata quasi solo dai grandi editori, con le mille pubblicazioni l’anno, bisognerebbe cercare di interessare non soltanto gli addetti ai lavori.

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