#Parola di..., Interviste

#Parola di… Aislinn: l’Aislinnverso

Benvenuti al terzo appuntamento in compagnia di Aislinn, autrice di “Né a Dio né al Diavolo” edito dalla Gainsworth Publishing, oggi per parlare dell’universo narrativo da lei creato.
Come sempre, l’intervista si suddivide in quattro giornate tematiche, che vedete riassunte qui sotto. Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite.

AISLINN MERCOLEDI

Quali collegamenti ci sono tra i tuoi libri? È possibile che personaggi di libri precedenti compaiano nei nuovi?
Il mondo in cui i due Angelize e Né a Dio né al Diavolo sono ambientati è assolutamente lo stesso – lʼ«Aislinnverso», sì, se vuoi usare questo termine ^_^ Chi ha letto i due Angelize (ambientati rispettivamente a febbraio 2010 e febbraio 2011) troverà in questo romanzo (ambientato tra lʼestate e lʼautunno 2010) una piccola strizzata dʼocchio… ma lascio che la scopriate sfogliandone le pagine.
Chi non ha letto la serie di Angelize, comunque, può tranquillamente leggere solo questo nuovo romanzo senza perdersi nulla. NaDnaD è un libro autoconclusivo, tuttavia esistono già due romanzi cronologicamente successivi che condividono la stessa ambientazione: insomma, ciascuno può essere letto singolarmente senza bisogno di aver letto lʼintera serie in ordine, ma tutti insieme costituiscono un quadro più ricco, un poʼ come succede per i libri di Stephen King o quelli di Luca Tarenzi. Nei prossimi anni, insomma, non vi lascerò senza nuove storie. E vi faccio una piccola anticipazione: nel romanzo successivo si scoprirà che il protagonista (che in NaDnaD fa solo da comparsa) è imparentato con uno dei personaggi principali di Angelize… ma per sapere di chi sto parlando dovrete attendere un pochino. E se volete sapere se il personaggio soprannominato Lucifero in NaDnaD ha mai incontrato il Lucifero «ufficiale» di Angelize… la risposta è sì, ma è materia di un racconto che potrete leggere in futuro. E non sarà lʼunico collegamento tra il Lucifero angelo caduto di Angelize e i vampiri del mio universo 😉
Che altro aggiungere? Beʼ, in questo libro non compaiono divinità, ma la cosmologia delle storie verrà approfondita in nuove storie e si chiariranno altri aspetti, compresi alcuni che risalgono a molto, molto lontano nel tempo: cose come l’origine dei vampiri o un patto con una divinità femminile parecchio antecedente a quello che Haniel e gli altri fanno in Angelize!

Creare un universo narrativo e far quadrare i conti non è semplice. Bisogna avere le idee chiare fin da subito su tutti i romanzi che si ha intenzione di scrivere? Quali difficoltà hai incontrato?
Ti citerò, se mi perdoni il fatto di parafrasarlo a memoria, Martin, che in una sua frase famosa suddivide gli autori in architetti – capaci di programmare razionalmente tutto un libro come un edificio – e giardinieri – che gettano semi e li curano mentre crescono, ma sanno che in parte ciò che succede va al di là del loro controllo. Ecco, io sono molto più giardiniera: quando ho iniziato a scrivere NaDnaD non avevo ancora idea di tutto quello che avrebbe contenuto, esattamente come, mentre scrivevo Angelize IILucifer, non avevo idea di come accidenti i personaggi se la sarebbero cavata! Né sapevo, inizialmente, tutti i legami che si sarebbero creati tra le due serie di storie o quanto lʼuniverso immaginario in cui mi muovo oggi si sarebbe ampliato. Dedico alle mie storie numerose revisioni proprio per questi motivi: per «potare» e sistemare ciò che germoglia. Infatti, i romanzi sono pronti a uscire ora che ce ne sono già tre scritti… Preferisco aspettare di più prima ma compiere il lavoro migliore, piuttosto che «buttar fuori» un singolo romanzo e poi rimpiangere di non aver potuto seminare tutti gli indizi che volevo perché certi aspetti non si erano ancora chiariti nella mia mente. Io non sono fatta per pianificare razionalmente tutto: sì, posso riuscirci – e lo faccio, ovviamente – per una parte anche consistente del lavoro, ma unʼaltra parte emerge dalle azioni dei personaggi, dalle riletture, dalle pause di riflessione, dai sogni, da tutto un lavorio della mente che richiede i suoi tempi. Insomma, è come se nel sacchetto di semi che getto solo una parte fossero della pianta che desidero, e il resto fosse un miscuglio ignoto anche a me!
Questo tipo di approccio richiede naturalmente un lavoro di revisione molto più consistente e accurato rispetto a quello di chi già programma capitolo per capitolo ogni storia in anticipo, ma allo stesso tempo mi offre altri vantaggi: mi immergo meglio negli stati dʼanimo dei personaggi, per esempio – per me la parte fondamentale delle storie. Anche volendo, non potrei fare comunque altrimenti: per esperienza so che le idee migliori mi vengono in corso dʼopera, non prima.
Il mio approccio sta parzialmente cambiando, ora, per due diversi progetti a cui sto lavorando, che richiedono necessariamente una programmazione più precisa in partenza: un romanzo dalla scaletta molto serrata, che va pianificata punto per punto (ma questo non mi impedisce di aggiungere idee man mano: semplicemente, ho uno «scheletro» più completo da cui partire) e la prossima serie urban fantasy, che condividerà lʼambientazione e alcuni personaggi di questa ma sarà ancora una volta – e ci tengo molto – composta da romanzi autoconclusivi e il più possibile capaci di reggersi in piedi singolarmente. In questo caso pianificherò la struttura e le trame dei tre romanzi insieme e in anticipo, perché la «cosmogonia» dellʼuniverso avrà un ruolo cruciale e più di un personaggio avrà unʼevoluzione importante. Insomma, sarà una nuova sfida per me e cercherò di conciliare la progettazione più approfondita e un piano più ampio con la fondamentale necessità di permettere ai personaggi di guidarmi nella loro storia.

Collegare storie a sé a uno stesso universo narrativo è sicuramente una bella idea. Oltre a questo pensi che sia un buon modo per “fidelizzare” i lettori?
Sì e no. Chi ama i libri di autori che si muovono in questo modo può avere la soddisfazione di ritrovare e cogliere sfumature, strizzate dʼocchio e allusioni (da lettrice, io adoro quando succede!), ma non mancano lettori che, anche apprezzando un romanzo, non leggono le altre opere dellʼautore, magari per distrazione, o per code di lettura infinite… Proprio per questo per me è fondamentale che chi legge NaDnaD, o chi prenderà in mano il prossimo libro, per esempio, possa farlo anche senza aver letto ciò che ho scritto in precedenza.

Hai qualcos’altro da aggiungere?
Beʼ, una curiosità: una parte fondamentale dellʼ«Aislinnverso» prende avvio da una storia che non è urban fantasy, bensì un fantasy storico-mitologico. Non sarà lʼunico fantasy in ambientazione storica che scriverò: ho in corso dʼopera una serie di racconti che approfondiscono episodi della vita dei miei vampiri, e che quindi mi consentono di spaziare attraverso luoghi e secoli, e inoltre progetto di scrivere un fantasy storico ambientato nella prima metà del Novecento. Ognuno rappresenterà un tassello in più del mosaico… Per ora, però, non posso dirvi di più.

fronte copertina nadnad.jpgBiveno. “Capitale del nulla”. Sessantamila anime dimenticate da Dio ai piedi delle Alpi piemontesi. Da lì un giorno d’estate del 2010 parte una macchina diretta a un colossale festival metal in Germania, con a bordo il terzetto peggio assortito della storia: Ivan, senza lavoro ma con qualche segreto, depresso con l’orlo del baratro a portata di mano; Tom, idraulico per professione e giullare per vocazione, troppo abituato a fingere di essere un idiota; e il tizio silenzioso che tutti chiamano Lucifero, capelli lunghi e occhiali scuri d’ordinanza, vampiro da quasi quattrocento anni. E non serve a nulla che lui parli tranquillamente della sua vera natura, tanto nessuno ci crede, Tom meno di chiunque altro. Dovranno cominciare a balenare gli artigli e a scorrere il sangue perché i due ragazzi si rendano conto che frequentare un mostro non è innocuo come una canzone black metal. Men che meno un mostro che si trascina dietro amanti immortali, vendette secolari e una sete che nulla al mondo può spegnere. Ma le notti sono lunghe a Biveno, e c’è tempo per imparare…

Ci vediamo domani per l’ultima parte di intervista dedicata al genere urban fantasy. Mi raccomando, non mancate!

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