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Sondaggio: Lettori e Case Editrici Indipendenti

Se frequentate la pagina Facebook di SEMEPI, avrete visto che nei giorni scorsi ho aperto un piccolo sondaggio che si è svolto su un campione di 65 persone. Le domande erano poche e semplici: quanti libri leggi in media in un anno di un editore indipendente, l’età e la professione.
Prima di passare ai risultati, vorrei riassumere in breve quelle che erano le mie aspettative.
Immaginavo che sarebbe venuto alla luce un quadro desolante, fatto per la maggior parte da autori e blogger, con un massimo di 5 libri di editori indipendenti letti in un anno e un’età media intorno ai 25 anni.
Forse sono stata un po’ pessimista, perché il feedback che ho ricevuto mi ha sorpreso in molti sensi, primo fra tutti il numero di persone che ha deciso di rispondere, che colgo l’occasione per ringraziare.

Libri letti in un anno

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Pubblicato in: Interviste

Intervista a Camilla Capomasi, Le Mezzelane

wJlI2ybrLe Mezzelane è una casa editrice alla ricerca di storie emozionanti e coinvolgenti, che siano semplici o complesse, che facciano sognare o che facciano paura è lo stesso. Cerchiamo storie leggibili. La perfezione linguistica, per quanto gradita, non è indispensabile. Questo perché, prima di essere pubblicati, i testi verranno attentamente valutati, e, se necessario, corretti e rielaborati, il tutto in accordo con l’autore.

CONTATTI UTILI
Sito: Le Mezzelane
Pagina Facebook: Le Mezzelane
E-mail: lemezzelane@gmail.com
Curiosità: organizzano spesso concorsi letterari molto interessanti, come La pelle non dimentica, E dopo?, Genere plurale… tenete d’occhio il loro sito e mettetevi in gioco!

Diamo il benvenuto a Camilla Capomasi, l’editrice de Le Mezzelane!

Spesso le case editrici indipendenti tendono a specializzarsi in pochi generi, Le Mezzelane,invece, nel suo catalogo ne annovera diversi: dal thriller al fantasy, dalla saggistica alla poesia. Quali sono i pro e i contro di questa scelta? Come riuscite a gestire le varie collane?
Io, in questa scelta, ci vedo solo pro, se devo dire la verità. Nessun lettore, o pochissimi, leggono solo pochi generi, e prima di diventare editori noi siamo lettori, onnivori. Ci fa piacere offrire ai nostri lettori tutto ciò che a noi piace leggere. La gestione delle varie collane è affidata al direttore editoriale, Rita Angelelli, che poi è mia mamma, alla capo editor Maria Grazia Beltrami e alla sua “truppa”, formata oggi da 11 editor professionisti. Ciascuno di loro, nonostante possa editare praticamente qualsiasi cosa, ha la sua specialità, e i testi vengono quindi assegnati tenendone conto.

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Pubblicato in: Interviste

Intervista ad Aislinn, scrittrice, editor e traduttrice

Dopo aver intervistato editori, scrittori e librai, ho deciso di sentire anche il punto di vista di altre figure professionali che gravitano intorno alla produzione dei libri.
Oggi abbiamo come ospite Aislinn, scrittrice e freelancer. Andiamo a conoscerla.

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Foto di Alessia De Gaspari

Aislinn è nata nel 1982, scrive ascoltando rock e metal e ha una passione inesauribile per la lettura. Nel 2013 ha pubblicato con Fabbri Editori il suo primo romanzo urban fantasy Angelize; nel 2014 è uscita la seconda e ultima parte della storia, Angelize II – Lucifer. Ha partecipato al romanzo storico In territorio nemico di Scrittura Industriale Collettiva (minimum fax, 2013) e a diverse antologie. Vive ad Arona, ma capita spesso a Milano; tiene corsi e workshop di scrittura, è traduttrice, editor e consulente editoriale. Gestisce il blog Aislinn Dreams e pagine sui principali social network.

Ti è mai capitato di lavorare per una casa editrice indipendente? Hai notato qualche differenza tra loro e le realtà editoriali più importanti?
Mi è successo solo agli inizi, quando muovevo i primi passi in questo mondo strano dellʼeditoria e sono stata stagista per una minuscola casa editrice milanese. Allʼepoca non avevo ancora mai collaborato con grandi gruppi editoriali e mi mancava di conseguenza la possibilità di fare un confronto, ma oggi, a posteriori, le differenze che saltano agli occhi sono enormi. Lʼorganico ridottissimo – il proprietario-tuttofare e una collaboratrice, oltre a me – faceva sì che tutti dovessero saper fare un poʼ di tutto, pertanto non cʼera la tradizionale specializzazione che ci si immagina; e naturalmente il budget a disposizione per qualsiasi progetto era limitatissimo. Insomma, un mix di entusiasmo e frustrazione, di sfide e di ostacoli.
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Pubblicato in: SEMEPI in fiera

Un #SalTo di qualità

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Sono sempre stata affezionata al Salone del Libro di Torino, prima da studentessa, poi come normale visitatrice. L’anno scorso mi ero sentita più consapevole, ma quest’anno mi è sembrato come se la consapevolezza si fosse estesa a tutta la fiera. Non c’era solo l’entusiasmo di stare in mezzo ai libri, ma anche di trovarsi con persone che condividono la tua passione, si respirava un clima di chi ha voglia di cambiare le regole del gioco.
Senza contare poi la magia del Salone per cui credi che l’ultima edizione sia stata la migliore e invece quella dopo è in grado di triplicare le emozioni dell’anno precedente.
Una delle gioie più grandi di questa edizione è stata l’affluenza già durante i primi giorni, vedere la gente fermarsi agli stand di editori sconosciuti ai più.
La seconda cosa, non meno importante, sono state le persone che ho incontrato: ho consolidato le vecchie conoscenze e ho cercato di stringerne di nuove, ho conosciuto di persona amici del web, ho scambiato quattro chiacchiere con gli autori e non c’è cosa più bella del confronto.
A tutti loro va un immenso ringraziamento: avete arricchito questi giorni di risate ed emozioni, di quelle che fanno bene al cuore. E poi avete sopportato i miei consigli di lettura senza accusarmi di essere responsabile del vostro patrimonio dilapidato.

In tutto ciò, c’erano molti incontri interessanti anche sull’editoria indipendente, sul digitale e altri aspetti del mercato del libro, dalla produzione alla distribuzione, anche se purtroppo sono riuscita a partecipare a pochi di essi. Il tempo stringe sempre e ci vorrebbe davvero il dono dell’ubiquità.

C’è chi si è lamentato di questo Salone: chi per il caldo, chi per le code ai controlli, chi per la mancanza di alcuni editori, chi per la confusione e gli spazi affollati, chi per tutte queste cose messe insieme e altre ancora. A tutti loro vorrei dire che il Salone è anche questo, ma la magia sta proprio nel fatto che tutte queste cose non impediscono di tornarci l’anno successivo.
Odio le cose sopra elencate, vi assicuro che ho provato a rinunciarci. Inutile dire che ho fallito miseramente.

Prima di concludere devo ringraziare Simona, una blogger che conosco poco, ma che ha sempre mostrato interesse per SEMEPI. Mi ha dato la spinta per nuovi progetti, nuove idee e so che questa collaborazione ci porterà lontano, speriamo di aggiornarvi presto.

E così il #SalTo16 ha fatto nascere SEMEPI e il #SalTo17 l’ha rinnovato. Ci aspettiamo tutti grandi cose dalla prossima edizione.

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#SalTo30: i consigli di SEMEPI

Un anno fa andavo al Salone del Libro di Torino senza sapere cosa mi avrebbe dato, come mi avrebbe cambiato.
Ed ecco che il cerchio sta per chiudersi, il primo anno di attività di SEMEPI sta per compiersi e mi preparo per la trentesima edizione del Salone di Torino. Per l’occasione ho preparato anche i bigliettini da visita (non auguro neanche al mio peggior nemico di doverli tagliare a mano, con l’ansia che vengano tutti storti).

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Se avete dato un’occhiata al programma del Salone vi saranno balzati all’occhio gli incontri dedicati all’editoria: dal campo della traduzione fino ad arrivare al confronto tra librai e lettori.
Eccone alcuni interessanti.  Continua a leggere “#SalTo30: i consigli di SEMEPI”

Pubblicato in: #Parola di..., Interviste

#Parola di… Rita Micozzi e Davide Cencini: il fantasy

Siamo giunti all’ultimo appuntamento in compagnia di Rita Micozzi e Davide Cencini, creatori del Mondo di Darkwing e autori del libro “Dershing: gli ultimi darghi”, uscito da poco per Plesio Editore.
Nei giorni scorsi abbiamo conosciuto meglio i loro libri, di illustrazione, e di fiere del libro e del fumetto, oggi invece ci concentriamo sul fantasy!
Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Rita e Davide passeranno a rispondervi. Non siate timidi!

I LIBRI

159_big.jpgTRAMA: Una guerriera, un topo che vuole diventare un mago, uno scultore, un re dei draghi, una mente geniale che sprofonda nella follia. Sono i protagonisti di una storia lunga mille anni, che plasmerà il destino di Oma, mondo a lungo dominato dai draghi, portati però sull’orlo dell’estinzione da una malattia che li ha resi sterili.
Quando i draghi scopriranno che esistono donne in grado di generare figli con loro, le dershing, non tutti accetteranno il cambiamento.
Sarà l’inizio di una nuova specie… o l’inizio della fine?
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TRAMA:
Un viaggiatore giungerà per reclamare la SpadaTerra. Un futuro non molto lontano. Una nuova fonte di energia promette di cambiare il mondo, ma quel sogno si trasforma in una catastrofe. Peter scompare nell’esplosione. Sembra la fine, invece è l’inizio di uno straordinario viaggio. Scopre di essere in un luogo chiamato Corown, dove viene scelto dalla Spada dai Sette Occhi per diventare il Darkwing, un guerriero investito di un potere terribile e oscuro che rischia di consumarlo. Riuscirà a servirsene per proteggere coloro che ama?

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Da molti il fantasy viene ritenuto un genere di sere B: a cos’è dovuta questa scarsa considerazione?
Davide: Ignoranza e nient’altro. Il fantasy è un genere nobilissimo che dovrebbe godere della stessa dignità di qualsiasi altro, perché come qualsiasi genere ha la capacità di raccontare qualcosa sulla nostra esperienza umana. Se viene visto da alcuni come un genere di serie B è perché è stato sminuito da opere di scarsa qualità e da una concezione sbagliata che lo vede come un prodotto poco realistico, che non ha attinenza con la nostra realtà. Ma il fantasy ha un grandissimo potenziale, può costruire una sua realtà che sia una metafora della nostra e dire qualcosa di importante che ci riguarda da vicino. È quello che abbiamo cercato di fare noi nei nostri libri.

Rita: Una cosa però che ci ha fatto piacere vedere negli ultimi anni è stato che in quasi tutte le dispense di scolastica che abbiamo illustrato c’è almeno un gran bel capitolo sulla letteratura fantasy. E non un fantasy solo classico come Il Signore degli Anelli e Narnia, ma anche Ende con la Storia Infinita, Terry Brooks, Harry Potter e perfino Terry Pratchett con il suo Mondo Disco, che io non ho potuto conoscere se non già in età post liceale. Sono stata molto fiera di lavorare a quelle dispense, che offrivano anche delle analisi molto accurate e approfondite del genere. Forse in realtà, magari anche grazie ai recenti fenomeni cinematografici e televisivi, qualcosa ha cominciato a muoversi verso un insegnamento più ampio della letteratura di genere.
Da parte mia, onestamente non credo che il fantasy morirà mai, a dispetto di quanto dicono molti scoraggiati. Il fantasy non può morire perché come dice anche La storia Infinita, “è il mondo che nasce dalla fantasia umana”: quando un bambino prende in mano un bastoncino e fa finta di essere un cavaliere o una bambina si mette un paio di ali finte e si immagina di essere una fata, loro stanno già viaggiando all’interno del loro mondo fantastico. A livello letterario forse non si trasporrà sempre in letteratura di qualità, ma trovo comunque difficile immaginare un mondo in cui nessuno, nemmeno un bambino, chiederà più una favola, una storia in cui si risolva ogni situazione con la magia, qualcosa di inspiegabile. Fare qualcosa di impossibile è il sogno segreto di ogni essere umano, e l’unico modo per farlo è immaginandolo…o leggendolo. La domanda di fantasy ci sarà sempre, probabilmente ciò che invece cambierà maggiormente sarà il tipo di fantasy che chiederanno i lettori, ed è a quello che bisognerà andare incontro.
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Pubblicato in: #Parola di..., Interviste

#Parola di… Rita Micozzi e Davide Cencini: fiere del libro e del fumetto

Siamo di nuovo in compagnia di Rita Micozzi e Davide Cencini, creatori del Mondo di Darkwing e autori del libro “Dershing: gli ultimi draghi”, uscito da poco per Plesio Editore.
Nei giorni scorsi abbiamo conosciuto meglio i loro libri e abbiamo parlato di illustrazione, oggi invece parleremo di fiere del libro e del fumetto!
Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Rita e Davide passeranno a rispondervi. Non siate timidi!

I LIBRI

159_big.jpgTRAMA: Una guerriera, un topo che vuole diventare un mago, uno scultore, un re dei draghi, una mente geniale che sprofonda nella follia. Sono i protagonisti di una storia lunga mille anni, che plasmerà il destino di Oma, mondo a lungo dominato dai draghi, portati però sull’orlo dell’estinzione da una malattia che li ha resi sterili.
Quando i draghi scopriranno che esistono donne in grado di generare figli con loro, le dershing, non tutti accetteranno il cambiamento.
Sarà l’inizio di una nuova specie… o l’inizio della fine?
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TRAMA:
Un viaggiatore giungerà per reclamare la SpadaTerra. Un futuro non molto lontano. Una nuova fonte di energia promette di cambiare il mondo, ma quel sogno si trasforma in una catastrofe. Peter scompare nell’esplosione. Sembra la fine, invece è l’inizio di uno straordinario viaggio. Scopre di essere in un luogo chiamato Corown, dove viene scelto dalla Spada dai Sette Occhi per diventare il Darkwing, un guerriero investito di un potere terribile e oscuro che rischia di consumarlo. Riuscirà a servirsene per proteggere coloro che ama?


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Siete dei veterani delle fiere. A quali avete partecipato e qual è quella che vi piace di più?
Davide:
Difficile rispondere, ne abbiamo fatte a decine negli ultimi anni, dalle più piccole alle più grandi, da Milano a Salerno! Tra quelle più belle posso sicuramente annoverare la Festa dell’Unicorno a Vinci, Treviso Comics e naturalmente Lucca, anche se è la più faticosa e onerosa a livello economico!
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