Pubblicato in: #Parola di..., Interviste

#Parola di… Rita Micozzi e Davide Cencini: il fantasy

Siamo giunti all’ultimo appuntamento in compagnia di Rita Micozzi e Davide Cencini, creatori del Mondo di Darkwing e autori del libro “Dershing: gli ultimi darghi”, uscito da poco per Plesio Editore.
Nei giorni scorsi abbiamo conosciuto meglio i loro libri, di illustrazione, e di fiere del libro e del fumetto, oggi invece ci concentriamo sul fantasy!
Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Rita e Davide passeranno a rispondervi. Non siate timidi!

I LIBRI

159_big.jpgTRAMA: Una guerriera, un topo che vuole diventare un mago, uno scultore, un re dei draghi, una mente geniale che sprofonda nella follia. Sono i protagonisti di una storia lunga mille anni, che plasmerà il destino di Oma, mondo a lungo dominato dai draghi, portati però sull’orlo dell’estinzione da una malattia che li ha resi sterili.
Quando i draghi scopriranno che esistono donne in grado di generare figli con loro, le dershing, non tutti accetteranno il cambiamento.
Sarà l’inizio di una nuova specie… o l’inizio della fine?
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TRAMA:
Un viaggiatore giungerà per reclamare la SpadaTerra. Un futuro non molto lontano. Una nuova fonte di energia promette di cambiare il mondo, ma quel sogno si trasforma in una catastrofe. Peter scompare nell’esplosione. Sembra la fine, invece è l’inizio di uno straordinario viaggio. Scopre di essere in un luogo chiamato Corown, dove viene scelto dalla Spada dai Sette Occhi per diventare il Darkwing, un guerriero investito di un potere terribile e oscuro che rischia di consumarlo. Riuscirà a servirsene per proteggere coloro che ama?

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Da molti il fantasy viene ritenuto un genere di sere B: a cos’è dovuta questa scarsa considerazione?
Davide: Ignoranza e nient’altro. Il fantasy è un genere nobilissimo che dovrebbe godere della stessa dignità di qualsiasi altro, perché come qualsiasi genere ha la capacità di raccontare qualcosa sulla nostra esperienza umana. Se viene visto da alcuni come un genere di serie B è perché è stato sminuito da opere di scarsa qualità e da una concezione sbagliata che lo vede come un prodotto poco realistico, che non ha attinenza con la nostra realtà. Ma il fantasy ha un grandissimo potenziale, può costruire una sua realtà che sia una metafora della nostra e dire qualcosa di importante che ci riguarda da vicino. È quello che abbiamo cercato di fare noi nei nostri libri.

Rita: Una cosa però che ci ha fatto piacere vedere negli ultimi anni è stato che in quasi tutte le dispense di scolastica che abbiamo illustrato c’è almeno un gran bel capitolo sulla letteratura fantasy. E non un fantasy solo classico come Il Signore degli Anelli e Narnia, ma anche Ende con la Storia Infinita, Terry Brooks, Harry Potter e perfino Terry Pratchett con il suo Mondo Disco, che io non ho potuto conoscere se non già in età post liceale. Sono stata molto fiera di lavorare a quelle dispense, che offrivano anche delle analisi molto accurate e approfondite del genere. Forse in realtà, magari anche grazie ai recenti fenomeni cinematografici e televisivi, qualcosa ha cominciato a muoversi verso un insegnamento più ampio della letteratura di genere.
Da parte mia, onestamente non credo che il fantasy morirà mai, a dispetto di quanto dicono molti scoraggiati. Il fantasy non può morire perché come dice anche La storia Infinita, “è il mondo che nasce dalla fantasia umana”: quando un bambino prende in mano un bastoncino e fa finta di essere un cavaliere o una bambina si mette un paio di ali finte e si immagina di essere una fata, loro stanno già viaggiando all’interno del loro mondo fantastico. A livello letterario forse non si trasporrà sempre in letteratura di qualità, ma trovo comunque difficile immaginare un mondo in cui nessuno, nemmeno un bambino, chiederà più una favola, una storia in cui si risolva ogni situazione con la magia, qualcosa di inspiegabile. Fare qualcosa di impossibile è il sogno segreto di ogni essere umano, e l’unico modo per farlo è immaginandolo…o leggendolo. La domanda di fantasy ci sarà sempre, probabilmente ciò che invece cambierà maggiormente sarà il tipo di fantasy che chiederanno i lettori, ed è a quello che bisognerà andare incontro.
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#Parola di… Rita Micozzi e Davide Cencini: fiere del libro e del fumetto

Siamo di nuovo in compagnia di Rita Micozzi e Davide Cencini, creatori del Mondo di Darkwing e autori del libro “Dershing: gli ultimi draghi”, uscito da poco per Plesio Editore.
Nei giorni scorsi abbiamo conosciuto meglio i loro libri e abbiamo parlato di illustrazione, oggi invece parleremo di fiere del libro e del fumetto!
Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Rita e Davide passeranno a rispondervi. Non siate timidi!

I LIBRI

159_big.jpgTRAMA: Una guerriera, un topo che vuole diventare un mago, uno scultore, un re dei draghi, una mente geniale che sprofonda nella follia. Sono i protagonisti di una storia lunga mille anni, che plasmerà il destino di Oma, mondo a lungo dominato dai draghi, portati però sull’orlo dell’estinzione da una malattia che li ha resi sterili.
Quando i draghi scopriranno che esistono donne in grado di generare figli con loro, le dershing, non tutti accetteranno il cambiamento.
Sarà l’inizio di una nuova specie… o l’inizio della fine?
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TRAMA:
Un viaggiatore giungerà per reclamare la SpadaTerra. Un futuro non molto lontano. Una nuova fonte di energia promette di cambiare il mondo, ma quel sogno si trasforma in una catastrofe. Peter scompare nell’esplosione. Sembra la fine, invece è l’inizio di uno straordinario viaggio. Scopre di essere in un luogo chiamato Corown, dove viene scelto dalla Spada dai Sette Occhi per diventare il Darkwing, un guerriero investito di un potere terribile e oscuro che rischia di consumarlo. Riuscirà a servirsene per proteggere coloro che ama?


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Siete dei veterani delle fiere. A quali avete partecipato e qual è quella che vi piace di più?
Davide:
Difficile rispondere, ne abbiamo fatte a decine negli ultimi anni, dalle più piccole alle più grandi, da Milano a Salerno! Tra quelle più belle posso sicuramente annoverare la Festa dell’Unicorno a Vinci, Treviso Comics e naturalmente Lucca, anche se è la più faticosa e onerosa a livello economico!
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#SEMEPI: Intervista all’editore Gianni La Corte, La Corte Editore

Attendevo questa risposta da molto tempo e oggi finalmente posso condividere con voi l’intervista a Gianni La Corte.
Prima, come sempre, scopriamo qualcosa in più sulla sua casa editrice.
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La Casa Editrice

Fondata da Gianni La Corte, La Corte Editore è una casa editrice incentrata principalmente sulla narrativa e distribuita a livello nazionale da Messaggerie Libri, che in questi anni si è fatta conoscere da migliaia di lettori ed è arrivata a pubblicare importanti autori internazionali come Agapi Stassinopoulos (sorella della celebre Arianna Huffington), David Blixt e il pluripremiato Jonathan Carroll autore che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. La casa editrice è inoltre protagonista del Salone del Libro di Torino e di tutte le più importanti fiere dell’editoria italiana, ha venduto migliaia di copie e si è contraddistinta per la qualità dei suoi lavori. Uno degli ebook della casa editrice (“Voglio fare la Wedding Planner”) a maggio 2013 ha raggiunto il 3° posto nella classifica nazionale.

In questi anni, alcuni autori che sono stati lanciati da La Corte Editore sono stati presi dalle grandissime case editrici, confermando l’alta qualità delle scelte editoriali fatte; mentre diversi autori hanno scelto di fare la strada opposta decidendo, invece, di scegliere La Corte Editore proprio per la qualità del lavoro che viene fatto e per l’attenzione a 360° che viene dedicata a ogni singolo libro pubblicato.


CONTATTI UTILI

Sito: La Corte Editore
Pagina Facebook: La Corte Editore
E-mail: info@lacorteditore.it
Curiosità: la casa editrice ha organizzato un corso di scrittura. Cliccate QUI per andare direttamente alla pagina.

Diamo il benvenuto a Gianni La Corte, l’editore della La Corte Editore!
Ma bando alle ciance: cominciamo subito con le domande.

Cominciamo con una domanda semplice, ma che mi ha sempre incuriosita: qual è il motivo della scelta del nome della Casa Editrice e del logo?
Per il nome ho voluto semplicemente metterci la faccia, dandogli il mio cognome; il logo, invece, è nato come stilizzazione di un libro aperto.

Lasciamo da parte le curiosità e veniamo alle domande tecniche! Qual è la vostra linea editoriale? Di quali generi vi occupate?
Ci concentriamo quasi esclusivamente sulla narrativa: thriller, fantasy, sentimentale e storici. Le collane fantasy e sentimentali sono quelle che ci hanno fatto conoscere immediatamente: siamo stati per esempio fin dalla nostra apertura (nel 2008) protagonisti al Lucca Comics, mentre per i sentimentali, per esempio, Voglio fare la wedding planner è arrivato addirittura 3° nella classifica nazionale di ebook venduti.
Negli ultimi anni, invece, sono state le collane di thriller e storici a essere cresciute enormemente grazie a dei titoli fortissimi che hanno saputo conquistare il pubblico.

Pubblicate solo libri di autori italiani o anche di autori stranieri? Perché questa scelta?
Pubblichiamo entrambi. Il minimo comune denominatore è solo la qualità. Tra gli stranieri abbiamo avuto l’onore di pubblicare finora autori come Jonathan Carroll, Johana Gustawsson, David Blixt e quest’anno ci saranno tantissime altre sorprese. Con gli italiani, invece, negli anni siamo andati a cercare con il lanternino autori di grande qualità sui quali abbiamo deciso di scommettere e che nel tempo ci hanno dato grandi soddisfazioni.

Pubblicate cartacei o ebook?
Entrambi. Anche perché sono due mercati completamente diversi che, a differenza di quanto si potesse temere all’inizio, non si vanno a scontrare.

Su quale aspetto ponete maggior attenzione per la pubblicazione e/o promozione di un libro?
Curiamo il libro in ogni suo dettaglio: dalla grafica all’editing alla qualità di stampa, convinti che un libro non debba essere solo bello da leggere, ma anche da toccare e sfogliare.

Qual è la distribuzione della vostra Casa Editrice?
Siamo promossi e distribuiti nelle librerie di tutta Italia da Messaggerie Libri

Siamo già giunti all’ultima domanda! Prima di salutarci un’ultima cosa: qual è la qualità indispensabile per un editore? E quali requisiti deve avere un autore per attirare la vostra attenzione?
Le caratteristiche indispensabili per un editore sono due: quella di avere un’identità chiara e quella di saper proporre solamente libri che abbiano una certa qualità: nell’epoca dove il self-publishing è così semplice, una casa editrice può aver senso di esistere solo se riesce a creare un rapporto di fiducia con i propri lettori fungendo da catalizzatore di qualità.
Un autore, invece, per conquistarci deve scrivere una storia che sappia catturare dalla prima all’ultima riga e che abbia uno stile e una personalità uniche, che non siano mera imitazione di fenomeni del momento.

Grazie mille a Gianni La Corte per averci dedicato parte del suo tempo e aver soddisfatto la nostra curiosità!

E voi conoscete questa casa editrice? Avete letto qualche loro libro?

Io vi rimando alla pagina Facebook di SEMEPI, ricordandovi che per i prossimi 7 giorni pubblicizzeremo 7 titoli del catalogo della La Corte Editore.

Mi raccomando, passate a trovarci!

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#Parola di… Melania D’Alessandro: consigli

Oggi è l’ultimo appuntamento con l’intervista a Melania D’Alessandro, autrice de “La città nascosta” e “Sogni di Carta”, entrambi editi da Leucotea edizioni.
Abbiamo lasciato all’ultimo i consigli di Melania agli aspiranti scrittori!
Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità
sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Melania passerà a rispondervi. Non siate timidi!

I LIBRI

la-citta-nascosta-2TRAMA:
Attraverso un portale trovato in biblioteca, Sofia arriva in un mondo parallelo, uguale a quello dove è cresciuta, ma profondamente diverso. Una realtà che si distrugge in continuazione e che con eguale rapidità si ricostruisce, un susseguirsi del tempo irregolare in cui non si sa mai in quale epoca ci si possa ritrovare, un mondo nuovo, dove si possono incontrare personaggi strepitosi e posti al limite dell’impossibile. Un viaggio capace di ribaltare le certezze e creare legami indissolubili, ma non di lenire la nostalgia di casa.
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Sogni di Carta è un negozio speciale. Tanto per cominciare, è gestito da un signore che veste sempre con abiti a quadretti e da un topo brontolone che va ghiotto di biscotti e viaggi fantasiosi. È una libreria magica, dove ogni parola scritta può diventare realtà e in cui i clienti vivono le avventure dei protagonisti delle storie come fossero proprie. Un giorno, tuttavia, libraio e topo di biblioteca si ritrovano ad affrontare guai seri: il mondo della fantasia è in pericolo e rischia di scomparire per sempre. Tra magici ripostigli, laboratori sognanti e personaggi straordinari si snoda la storia di Sogni di Carta, dove la magia diventa possibile e dove anche i lettori possono fare la differenza.

 

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Va bene leggere tanto, ma quando si può cominciare a scrivere?
Come scrive Stephen King nel suo saggio “On Writing”, la lettura è il nucleo creativo della vita di uno scrittore, per cui è da considerarsi imprescindibile. Lo stesso King, però, dice anche che non bisogna aspettare la musa ispiratrice per buttar giù una storia, e non ha tutti i torti. Si deve scrivere, affrontare la tanto temuta pagina bianca e impegnarsi con costanza. A volte è necessario buttarsi per rompere il ghiaccio, anche se è doveroso dedicarsi anche alla progettazione di quello che si vuole scrivere. La documentazione è importante, così come lo studio, ma non bisogna ammazzare la vena creativa, bensì alimentarla e non permettere mai che essa si spenga o sia rimpiazzata dalla noia.
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#Parola di… Melania D’Alessandro: le tematiche

Come già annunciato sulla pagina Facebook, fino a domenica saremo in compagnia di Melania D’Alessandro, autrice de “La città nascosta” e “Sogni di Carta”, entrambi editi da Leucotea edizioni.
Ieri abbiamo parlato dei suoi due romanzi, oggi ci dedichiamo invece alle tematiche su cui ha voluto porre l’attenzione.
Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Melania passerà a rispondervi. Non siate timidi!

I LIBRI

la-citta-nascosta-2TRAMA:
Attraverso un portale trovato in biblioteca, Sofia arriva in un mondo parallelo, uguale a quello dove è cresciuta, ma profondamente diverso. Una realtà che si distrugge in continuazione e che con eguale rapidità si ricostruisce, un susseguirsi del tempo irregolare in cui non si sa mai in quale epoca ci si possa ritrovare, un mondo nuovo, dove si possono incontrare personaggi strepitosi e posti al limite dell’impossibile. Un viaggio capace di ribaltare le certezze e creare legami indissolubili, ma non di lenire la nostalgia di casa.
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Sogni di Carta è un negozio speciale. Tanto per cominciare, è gestito da un signore che veste sempre con abiti a quadretti e da un topo brontolone che va ghiotto di biscotti e viaggi fantasiosi. È una libreria magica, dove ogni parola scritta può diventare realtà e in cui i clienti vivono le avventure dei protagonisti delle storie come fossero proprie. Un giorno, tuttavia, libraio e topo di biblioteca si ritrovano ad affrontare guai seri: il mondo della fantasia è in pericolo e rischia di scomparire per sempre. Tra magici ripostigli, laboratori sognanti e personaggi straordinari si snoda la storia di Sogni di Carta, dove la magia diventa possibile e dove anche i lettori possono fare la differenza.

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Quali sono le tematiche de La città nascosta? Che valore ha per te la storia?
I temi portanti del romanzo sono l’importanza del passato e della storia, l’identificazione di un popolo con la sua cultura e le sue tradizioni e, ultima ma non meno rilevante, la tematica del tempo.
Conoscere le origini, le radici della propria esistenza è fondamentale per l’evoluzione, ma anche per identificarsi, per il senso di appartenenza a una comunità e difendere i propri ideali.
Ne La città nascosta la vera protagonista è la storia, intesa sì come trama, ma soprattutto come insieme di eventi accaduti in un determinato spazio temporale.
Sofia, con la sua avventura, ricorda ai lettori l’importanza della memoria, senza la quale saremmo come foglie in balia del vento. La storia è maestra: insegna a non commettere gli stessi errori del passato, lontano o vicino che sia, ci ricorda quello che siamo stati e ci offre l’obiettivo di un orizzonte da raggiungere proiettandolo in un futuro in cui il passato non viene dimenticato.
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Piccola editoria: la parola ai librai

In questi mesi abbiamo sentito il parere degli editori, degli autori, persino di alcuni lettori… ma i librai? 
Avevo già avuto modo di intervistarne alcuni per il mio blog personale sul mercato del libro più in generale. Questa volta mi sono armata di registratore e domande più puntuali riguardo l’editoria indipendente.
Ho parlato con una ragazza molto gentile, dipendente di una libreria di una grande catena.
Potreste obiettare che non è proprio una grande idea chiedere a un libraio di una grande catena, ma io credo che sia interessante proprio per questo, il mio intento era quello di mettermi nei loro panni per un giorno, per capire anche il loro punto di vista.
Ma veniamo alle domande.

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Ho visto che avete dei libri dell’Astro Edizioni. Come siete arrivati a conoscere questa casa editrice e come avete scelto di tenere qualche loro libro in negozio?
Per quanto riguarda le novità riceviamo periodicamente una cedola novità nella quale ci vengono proposte tutte le novità che usciranno a breve. Quindi decidiamo se vogliamo ordinarle o no, ognuna ci invia un numero fisso di copie per rifornire il negozio. 

Avete altri libri di case editrici minori? 
Cerchiamo di tenere anche libri di piccole case editrici e di metterle un po’ in vista. Quelli di autori locali, per esempio, li teniamo sul bancone.

Ho sentito l’esperienza di alcuni autori che si sono visti rifiutare i loro romanzi da alcuni librai. Ma guardiamo anche dal punto di vista della vostra categoria: quali sono i problemi e le difficoltà del tenere sugli scaffali i libri di case editrici minori?
Il problema, purtroppo, è molto semplice: lo spazio, non basta mai, e se un libro non vende diventa un peso morto. Non è neanche così facile mettere tutto in vista. Posso tenerli qualche giorno, ma poi ci sono altri libri che ovviamente vendono di più e quindi devo pensare anche al guadagno, purtroppo è così. Se per esempio c’è una nuova uscita di Stephen King non posso mettere un libro locale al suo posto. E’ la triste realtà, ma già vendiamo poco…

Forse dipende anche dal fatto che i clienti arrivano già con le idee chiare.
Sì, è così, raramente chiedono un consiglio. Spesso vengono direttamente con le pubblicità, gli articoli di giornale. Sono pochi i clienti che girano per cercare cose particolari.

Quali sono secondo te i problemi delle case editrici indipendenti, soprattutto per quel che riguarda le vendite?
La pubblicità è tutto. Quando un libro è pubblicizzato, può essere anche illeggibile, però vende. Quelli invece un po’ più di nicchia sono più complicati da vendere, un po’ perché il pubblico non è interessato o perché la vera pubblicità è quella che conta, nel commercio funziona così.
Se un libro viene pubblicizzato su tutti i giornali sicuramente venderà, che poi sia bello o no non è detto, e anche le recensioni spesso sono di parte: se la casa editrice è grande, se l’autore è importante ne faranno recensioni entusiaste.
Mi rendo conto che per una casa editrice indipendente sia comunque difficile riuscire a farsi pubblicità in un contesto dove la Mondadori rimane un colosso.

Credi che le presentazioni possano essere utili?
Bisogna riuscire a farsi una pubblicità incredibile e avere tanti amici, altrimenti non si riesce a vendere neanche un libro. Anni fa presentavamo in negozio libri di autori locali, ma abbiamo smesso per questo motivo. Purtroppo la gente è diffidente, forse è un problema della zona, non sono apertissimi, non sono curiosi, si nota già in libreria: in pochi cercano tra gli scaffali, la maggior parte o chiede consiglio o sa già cosa vuole.

Come lettrice come ti poni nei confronti delle case editrici minori?
Mentre gli altri tendono a leggere libri più commerciali, io leggo più che altro libri di editori indipendenti, avendo la possibilità di spulciare vado a cercare piccole realtà, autori anche sconosciuti. Per esempio, mi piacciono la Nutrimenti l’Iperborea, in particolare amo la letteratura sudamericana. Purtroppo però, quando li consiglio, è difficile che io li venda, spesso i clienti non si fidano.
E’ capitato però con un libro dell’Iperborea, “
La casa della moschea“, che si sia sparsa la voce che è un capolavoro, come effettivamente è, e lo stiamo vendendo.

Parliamo di uno dei temi più caldi del settore: l’esterofilia. Hai notato se i tuoi clienti preferiscono libri di autori stranieri?
Fino a qualche anno fa sì, soprattutto per quanto riguarda i gialli: prima i giallisti americani, poi gli svedesi, adesso invece sembra che gli italiani stiano riuscendo a farsi valere, come De Giovanni, Manzini, soprattutto della casa editrice Sellerio.
Rispetto a prima, comunque, mi sembra che il fenomeno stia scemando.
Per gli altri generi non saprei, dipende dai gusti. A me piacciono molto i libri ambientati in sudamerica e in Giappone, ma cerco di leggere anche italiani, sarebbe stupido non farlo.

Ringrazio ancora moltissimo questa ragazza per essers prestata all’intervista.
Per quel che mi riguarda, ma penso anche per voi, non c’è nulla di nuovo.
Che ne pensate?

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#Parola di… Marta Duò: consigli.

Siamo giunti alla fine dell’intervista a puntate con ospite Marta Duò, autrice de “I superstiti di Ridian”.
Oggi, per concludere in bellezza, parleremo di lettura e di consigli agli aspiranti scrittori!
Vi invitiamo, come sempre, a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Marta passerà a rispondervi.

IL LIBRO

isuperstitidiridianAnteprima: sito Plesio Editore
TRAMA: 
XXV secolo: la Terra è ormai un deserto di sabbia e ghiaccio e le nuove generazioni crescono su Ridian, pianeta prossimo al centro della Galassia. La guerra contro gli antichi abitanti lo ha reso un territorio ostile, in cui le colonie terrestri non sono più al sicuro. Sotto la cupola di Red City vivono Nerissa, studentessa destinata al ritorno sulla Terra, e Handel, professoressa che le impartisce lezioni clandestine di letteratura. Una missione inattesa le trascinerà nel terribile conflitto che ha devastato i due mondi. Al centro di uno scontro di civiltà, Nerissa dovrà scegliere tra le rassicuranti menzogne della sua vecchia vita e le atroci verità che le rivelerà Daar, giovane combattente determinato a porre fine all’epoca della colonizzazione umana.

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Diciamolo una volta per tutte: leggere è una fase importante per la scrittura. Qual è il ruolo della lettura?
Il ruolo della lettura è molto soggettivo, ma imprescindibile. Leggendo non solo si impara a padroneggiare una lingua (no, la cittadinanza italiana non comporta il saper parlare perfettamente italiano, e una ripassata al libro di grammatica ogni tanto non fa male a nessuno) ma si risponde anche alla fatidica domanda: “che bella idea che ho avuto, non è che per caso è già stata scritta da qualcuno?”. Se il numero di lettori non fosse soverchiato da quello degli scrittori, non avremmo un mercato saturo di storie copia e incolla, banali a livelli imbarazzanti proprio perché, se non si legge, non si è allenati a formare pensieri complessi.
Per quanto riguarda me, ho cominciato a cimentarmi nella lettura ben prima delle scuole elementari. Rappresenta un bisogno quasi fisico; se non tocco libro per più di qualche settimana mi sento “intasata” di pensieri che hanno bisogno di fluire attraverso storie scritte da altri. Ho la necessità di prendere qualche minuto per me, per allontanarmi dalla realtà e cercare nuovi spunti di riflessione. È in quest’ottica che si può capire come io non tragga ispirazione da altre storie: leggere è come innaffiare il campo della mia immaginazione, e non posso sapere a priori cosa germinerà. Gli stimoli sono così tanti, non solo letterari, ma hanno bisogno delle parole altrui per essere colti.
Perciò vi consiglio di leggere tanto, anche nei momenti morti tra un autobus e una pausa pranzo, e di non limitarvi solo a pochi generi. Lasciatevi attrarre da un titolo, un’immagine, una quarta di copertina accattivante… non bazzicate sempre lo stesso angolo della libreria. Ma non è necessario che sia io, una sconosciuta, a dirvelo.

Ci sono altri libri non di fantascienza che ti hanno influenzata?
Assolutamente sì: Il Silmarillion di Tolkien fu la mia epifania. In verità, qualsiasi sua opera è una rivelazione, ma questa mi folgorò perché mi fornì un quadro completo della vastità dell’ingegno umano, delle infinite potenzialità della fantasia. Mi fece capire che i limiti esistono solo perché li imponiamo noi stessi, e mi rese determinata a creare i miei mondi, con personaggi e leggende caratteristici. Vivo infatti in un ambiente dove la scrittura (e la lettura) in ambito fantastico è vista come un hobby piuttosto infantile, e Il Silmarillion mi mostrò come fosse piuttosto un’arte. Ogni volta che lo sfoglio mi sento un po’ meno sola e con più voglia di stupire i miei lettori, nel mio piccolo.

Hai qualche consiglio per gli aspiranti scrittori che ci seguono?
Sull’importanza della lettura credo di avervi rotto abbastanza le scatole, quindi direi di passare a qualche consiglio più pratico.
Ieri vi ho raccontato la mia piccola epopea con le case editrici, ed è su questo aspetto che vorrei soffermarmi un momento. Su Facebook vedo moltissime persone chiedere info su una casa editrice seria, senza specificare né il genere di cui scrivono né cosa intendano per “seria”: in primis decidete subito di che genere è il vostro romanzo (rosa con sfumature horror, con un pizzico di thriller e una spolverata di chicklit non è un genere, dovrete scegliere massimo due parole) così da scartare subito nomi che non vi torneranno mai utili; in secundis, non basta che una casa editrice sia free per essere definita seria, deve anche avere politiche chiare su ristampe e royalties, non deve chiedervi l’invio di manoscritti cartacei né tantomeno rilegati e deve avere un buon rapporto con gli autori (potete provare a contattare alcuni di loro e capire se ne parlano con soddisfazione o con freddezza), anche e soprattutto in ambito professionale. Potrà sembrarvi la fiera delle banalità, ma posso assicurarvi che per troppe persone non è così. In un’epoca in cui è fin troppo facile speculare sui desideri altrui, dovete mobilitarvi per raccogliere tutte le informazioni possibili sulle realtà che volete affrontare; se sarete educati, non abbiate timore a contattare gli autori e, perché no, anche gli illustratori per sapere come lavora una certa casa editrice. Siete voi, con le vostre storie, a determinare la sopravvivenza di una certa realtà a discapito di un’altra.
Nel frattempo, però, non dimenticate di leggere anche i vostri colleghi 😉

Per me è stata una bellissima esperienza che mi ha permesso di conoscere una persona interessante e piacevole con cui confrontarmi, oltre che un libro che promette bene. Spero sia stato altrettanto per voi.

Come sempre, lo spazio adesso è vostro, potete fare le vostre domande a Marta!