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#Parola di… Rita Micozzi e Davide Cencini: il fantasy

Siamo giunti all’ultimo appuntamento in compagnia di Rita Micozzi e Davide Cencini, creatori del Mondo di Darkwing e autori del libro “Dershing: gli ultimi darghi”, uscito da poco per Plesio Editore.
Nei giorni scorsi abbiamo conosciuto meglio i loro libri, di illustrazione, e di fiere del libro e del fumetto, oggi invece ci concentriamo sul fantasy!
Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Rita e Davide passeranno a rispondervi. Non siate timidi!

I LIBRI

159_big.jpgTRAMA: Una guerriera, un topo che vuole diventare un mago, uno scultore, un re dei draghi, una mente geniale che sprofonda nella follia. Sono i protagonisti di una storia lunga mille anni, che plasmerà il destino di Oma, mondo a lungo dominato dai draghi, portati però sull’orlo dell’estinzione da una malattia che li ha resi sterili.
Quando i draghi scopriranno che esistono donne in grado di generare figli con loro, le dershing, non tutti accetteranno il cambiamento.
Sarà l’inizio di una nuova specie… o l’inizio della fine?
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TRAMA:
Un viaggiatore giungerà per reclamare la SpadaTerra. Un futuro non molto lontano. Una nuova fonte di energia promette di cambiare il mondo, ma quel sogno si trasforma in una catastrofe. Peter scompare nell’esplosione. Sembra la fine, invece è l’inizio di uno straordinario viaggio. Scopre di essere in un luogo chiamato Corown, dove viene scelto dalla Spada dai Sette Occhi per diventare il Darkwing, un guerriero investito di un potere terribile e oscuro che rischia di consumarlo. Riuscirà a servirsene per proteggere coloro che ama?

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Da molti il fantasy viene ritenuto un genere di sere B: a cos’è dovuta questa scarsa considerazione?
Davide: Ignoranza e nient’altro. Il fantasy è un genere nobilissimo che dovrebbe godere della stessa dignità di qualsiasi altro, perché come qualsiasi genere ha la capacità di raccontare qualcosa sulla nostra esperienza umana. Se viene visto da alcuni come un genere di serie B è perché è stato sminuito da opere di scarsa qualità e da una concezione sbagliata che lo vede come un prodotto poco realistico, che non ha attinenza con la nostra realtà. Ma il fantasy ha un grandissimo potenziale, può costruire una sua realtà che sia una metafora della nostra e dire qualcosa di importante che ci riguarda da vicino. È quello che abbiamo cercato di fare noi nei nostri libri.

Rita: Una cosa però che ci ha fatto piacere vedere negli ultimi anni è stato che in quasi tutte le dispense di scolastica che abbiamo illustrato c’è almeno un gran bel capitolo sulla letteratura fantasy. E non un fantasy solo classico come Il Signore degli Anelli e Narnia, ma anche Ende con la Storia Infinita, Terry Brooks, Harry Potter e perfino Terry Pratchett con il suo Mondo Disco, che io non ho potuto conoscere se non già in età post liceale. Sono stata molto fiera di lavorare a quelle dispense, che offrivano anche delle analisi molto accurate e approfondite del genere. Forse in realtà, magari anche grazie ai recenti fenomeni cinematografici e televisivi, qualcosa ha cominciato a muoversi verso un insegnamento più ampio della letteratura di genere.
Da parte mia, onestamente non credo che il fantasy morirà mai, a dispetto di quanto dicono molti scoraggiati. Il fantasy non può morire perché come dice anche La storia Infinita, “è il mondo che nasce dalla fantasia umana”: quando un bambino prende in mano un bastoncino e fa finta di essere un cavaliere o una bambina si mette un paio di ali finte e si immagina di essere una fata, loro stanno già viaggiando all’interno del loro mondo fantastico. A livello letterario forse non si trasporrà sempre in letteratura di qualità, ma trovo comunque difficile immaginare un mondo in cui nessuno, nemmeno un bambino, chiederà più una favola, una storia in cui si risolva ogni situazione con la magia, qualcosa di inspiegabile. Fare qualcosa di impossibile è il sogno segreto di ogni essere umano, e l’unico modo per farlo è immaginandolo…o leggendolo. La domanda di fantasy ci sarà sempre, probabilmente ciò che invece cambierà maggiormente sarà il tipo di fantasy che chiederanno i lettori, ed è a quello che bisognerà andare incontro.
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#Parola di… Rita Micozzi e Davide Cencini: fiere del libro e del fumetto

Siamo di nuovo in compagnia di Rita Micozzi e Davide Cencini, creatori del Mondo di Darkwing e autori del libro “Dershing: gli ultimi draghi”, uscito da poco per Plesio Editore.
Nei giorni scorsi abbiamo conosciuto meglio i loro libri e abbiamo parlato di illustrazione, oggi invece parleremo di fiere del libro e del fumetto!
Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Rita e Davide passeranno a rispondervi. Non siate timidi!

I LIBRI

159_big.jpgTRAMA: Una guerriera, un topo che vuole diventare un mago, uno scultore, un re dei draghi, una mente geniale che sprofonda nella follia. Sono i protagonisti di una storia lunga mille anni, che plasmerà il destino di Oma, mondo a lungo dominato dai draghi, portati però sull’orlo dell’estinzione da una malattia che li ha resi sterili.
Quando i draghi scopriranno che esistono donne in grado di generare figli con loro, le dershing, non tutti accetteranno il cambiamento.
Sarà l’inizio di una nuova specie… o l’inizio della fine?
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TRAMA:
Un viaggiatore giungerà per reclamare la SpadaTerra. Un futuro non molto lontano. Una nuova fonte di energia promette di cambiare il mondo, ma quel sogno si trasforma in una catastrofe. Peter scompare nell’esplosione. Sembra la fine, invece è l’inizio di uno straordinario viaggio. Scopre di essere in un luogo chiamato Corown, dove viene scelto dalla Spada dai Sette Occhi per diventare il Darkwing, un guerriero investito di un potere terribile e oscuro che rischia di consumarlo. Riuscirà a servirsene per proteggere coloro che ama?


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Siete dei veterani delle fiere. A quali avete partecipato e qual è quella che vi piace di più?
Davide:
Difficile rispondere, ne abbiamo fatte a decine negli ultimi anni, dalle più piccole alle più grandi, da Milano a Salerno! Tra quelle più belle posso sicuramente annoverare la Festa dell’Unicorno a Vinci, Treviso Comics e naturalmente Lucca, anche se è la più faticosa e onerosa a livello economico!
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#Parola di… Rita Micozzi e Davide Cencini: l’illustrazione

Siamo di nuovo in compagnia di Rita Micozzi e Davide Cencini, creatori del Mondo di Darkwing e autori del libro “Dershing: gli ultimi draghi”, uscito da poco per Plesio Editore.
Nell’articolo di ieri abbiamo conosciuto meglio i loro libri e i personaggi che li popolano, oggi invece parleremo del mondo dell’illustrazione.
Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Rita e Davide passeranno a rispondervi. Non siate timidi!

I LIBRI

159_big.jpgTRAMA: Una guerriera, un topo che vuole diventare un mago, uno scultore, un re dei draghi, una mente geniale che sprofonda nella follia. Sono i protagonisti di una storia lunga mille anni, che plasmerà il destino di Oma, mondo a lungo dominato dai draghi, portati però sull’orlo dell’estinzione da una malattia che li ha resi sterili.
Quando i draghi scopriranno che esistono donne in grado di generare figli con loro, le dershing, non tutti accetteranno il cambiamento.
Sarà l’inizio di una nuova specie… o l’inizio della fine?
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TRAMA:
Un viaggiatore giungerà per reclamare la SpadaTerra. Un futuro non molto lontano. Una nuova fonte di energia promette di cambiare il mondo, ma quel sogno si trasforma in una catastrofe. Peter scompare nell’esplosione. Sembra la fine, invece è l’inizio di uno straordinario viaggio. Scopre di essere in un luogo chiamato Corown, dove viene scelto dalla Spada dai Sette Occhi per diventare il Darkwing, un guerriero investito di un potere terribile e oscuro che rischia di consumarlo. Riuscirà a servirsene per proteggere coloro che ama?

 

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Avete entrambi una formazione artistica. In quali campi di illustrazione avete lavorato?Rita: Io ho studiato fumetto alla scuola Internazionale di Comics a Jesi, e mi sono laureata all’accademia di Belle Arti di Macerata con una tesi sulle case di animazione italiane. Ormai da più di otto anni lavoro come Concept Artist e Character Designer presso la Rainbow S.r.L. e ho partecipato alla produzione di tutte le loro serie dal 2007, quindi quello è tutt’ora il mio lavoro principale. Ho collaborato sia con Davide che con altri sceneggiatori a varie produzioni di fumetti brevi e miniserie, ma più di recente ho scoperto il mondo dell’illustrazione per bambini, scolastica e fantasy e visto che è molto più ampia del fumetto sia artisticamente che lavorativamente, mi sto spostando sempre più in quella direzione. Ho iniziato realizzando due copertine per Gainsworth Publishing: “La principessa sbagliata” di Ester Trasforini e “Di Metallo e Stelle” di Luca Tarenzi, poi quelle di “Tutto per un drago di legno” e dei “Promessi Elfi” di Daniele Bello per Astro Edizioni. Sempre con Astro farò le copertine e le illustrazioni interne di altri due titoli entro quest’anno.
Per la scolastica ho lavorato in collaborazione con Davide per vari testi scolastici di Rizzoli, Mondadori e La Scuola editrice.

Davide: Per quanto riguarda me, vengo dalla sceneggiatura di fumetti, ma come colorista digitale sono completamente autodidatta. Dopo le prime cose ho lavorato quattro anni come lead colorist su Huntik Magazine, poi mi sono rivolto interamente a progetti di testi scolastici per Rizzoli, Mondadori e La Scuola Editrice.

In cosa si differenzia l’illustrazione fantasy rispetto a quella scolastica e all’animazione? In quale settore vi piace lavorare di più?
Rita: Beh…in un’enormità di cose in realtà. Cercherò di sintetizzare gli aspetti più importanti.
Innanzitutto la differenza maggiore sta nel target, cioè la fascia d’età e di interessi a cui dobbiamo rivolgerci. Per il fantasy, per la maggior parte si tratta o di appassionati di libri di genere classici o moderni, di giocatori di GDR o di carte, a volte anche di lettori di fumetti e graphic novel: questo tipo di pubblico è estremamente esigente e ama i dettagli, quindi per attirarlo dovremo realizzare un’illustrazione ricca, possibilmente con un chiaroscuro molto contrastato che aggiunga profondità e volume. Oggetti e personaggi andranno particolareggiati con cura. Magari non è strettamente necessario che un’illustrazione di questo genere sia molto dinamica, poiché a volte anche un personaggio in posa frontale può essere una bella illustrazione, se non lesiniamo nei dettagli o in qualcosa che attiri molto l’attenzione.
La scolastica è tutto un altro discorso. Prima di tutto sarà indirizzata a ragazzi di una fascia d’età inferiore, che non cerca tanto il dettaglio ma piuttosto ha bisogno di capire il significato che esprime un’immagine in maniera assolutamente diretta. Il risultato è che spesso ci vuole più tempo a ragionare i disegni che a realizzarli.
L’animazione, da parte sua, richiede dinamismo, fedeltà assoluta alle proporzioni di riferimento e una enorme capacità di adattare il proprio stile di disegno a quello della serie. Il personaggio che facciamo non può assolutamente sembrare diverso da un’inquadratura all’altra, ne andrebbe della credibilità della serie stessa.
Ovviamente è molto gratificante disegnare per se stessi, ma io mi sento davvero professionale solo quando riesco a portare a compimento anche cose che non mi piacciono affatto. Anche se è una fatica!
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#Parola di… Rita Micozzi e Davide Cencini, autori della saga di Darkwing e di “Dershing: gli ultimi draghi”

Come già annunciato sulla pagina Facebook, fino a domenica saremo in compagnia di Rita Micozzi e Davide Cencini, creatori del Mondo di Darkwing e autori del libro “Dershing: gli ultimi darghi”, uscito da poco per Plesio Editore.
Oggi conosceremo meglio i loro romanzi!
Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Rita e Davide passeranno a rispondervi. Non siate timidi!

I LIBRI

159_big.jpgTRAMA: Una guerriera, un topo che vuole diventare un mago, uno scultore, un re dei draghi, una mente geniale che sprofonda nella follia. Sono i protagonisti di una storia lunga mille anni, che plasmerà il destino di Oma, mondo a lungo dominato dai draghi, portati però sull’orlo dell’estinzione da una malattia che li ha resi sterili.
Quando i draghi scopriranno che esistono donne in grado di generare figli con loro, le dershing, non tutti accetteranno il cambiamento.
Sarà l’inizio di una nuova specie… o l’inizio della fine?
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TRAMA:
Un viaggiatore giungerà per reclamare la SpadaTerra. Un futuro non molto lontano. Una nuova fonte di energia promette di cambiare il mondo, ma quel sogno si trasforma in una catastrofe. Peter scompare nell’esplosione. Sembra la fine, invece è l’inizio di uno straordinario viaggio. Scopre di essere in un luogo chiamato Corown, dove viene scelto dalla Spada dai Sette Occhi per diventare il Darkwing, un guerriero investito di un potere terribile e oscuro che rischia di consumarlo. Riuscirà a servirsene per proteggere coloro che ama?

 

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So che il progetto di Dershing è molto vasto. Come nasce e come vorreste svilupparlo?
Rita: Abbiamo progettato di svilupparlo in una duologia, con alcuni spin-off. Gli Ultimi Draghi è il primo capitolo, a cui seguirà L’Ultima Dershing, che racconterà l’epilogo del conflitto tra Neebia e gli ultimi eredi dei Draghi Alti e dei dershing. Questi due libri insieme formeranno la saga principale sviluppando il “nucleo” del mondo di Oma. Ma ancora prima di pubblicare Gli Ultimi Draghi, è uscito con Astro Edizioni Tutto per un Drago di Legno, un piccolo prequel, che si svolge qualche anno prima dell’inizio della saga vera e propria, presentando una versione più per ragazzi dell’universo che io e Davide abbiamo creato. Abbiamo ideato anche uno special che vorremmo realizzare in ebook, incentrato sulla vita della prima Dershing e di sua figlia Twoblood, e di come la loro esistenza ha cambiato la società dei draghi in un momento storico in cui l’umanità ha assunto maggiore importanza. Questo special andrebbe a collegare meglio i due libri, quasi facendo da “ponte” tra il passato e il presente. E poi, naturalmente, abbiamo qualche idea per un possibile sequel, ma è presto per parlarne, per ora ci piacerebbe solo arrivare all’Ultima Dershing portando tutti i nodi al pettine.

Davide:
Tra l’altro, la storia editoriale di Dershing è piuttosto singolare. Si può dire che è andata a ritroso! Infatti il soggetto originale da cui siamo partiti è stato quello de L’Ultima Dershing, cioè il sequel che non abbiamo ancora scritto. Tutto è nato da un’idea avuta da Rita quando era al liceo e che a un certo punto abbiamo deciso di riprendere in mano, ristrutturando la trama e attualizzandola. Inizialmente abbiamo provato a proporre il progetto a fumetti ad alcuni editori francesi, ma la cosa non è andata in porto. Le cose hanno avuto una svolta quando abbiamo iniziato a girare per fiere per promuovere Darkwing, l’altro nostro progetto. Un editore marchigiano si è incuriosito e ci ha chiesto se ci andava di scrivere un fantasy per lui, così abbiamo iniziato a lavorare sull’idea di un prequel de L’Ultima Dershing che si svolgesse in luoghi ispirati da quelli reali del centro Italia. L’anno prima avevo già scritto L’Ultima Guardiana per un concorso, che purtroppo fu cancellato (la solita fortuna!)… ma quella storia era lì, e ha fornito l’input giusto per sviluppare Gli Ultimi Draghi, una storia articolata in quattro racconti che narra come i draghi, gli esseri umani e i muscu hanno convissuto, prima di arrivare allo scontro risolutivo con Neebia ne L’Ultima Dershing. Il risultato è stato un libro che ha parlato non solo della storia di come i draghi sono quasi scomparsi, ma di come tutti gli esseri senzienti abbiano diritto alla vita e a venire considerati con dignità.

Rita:
Purtroppo, l’editore che ci aveva fatto la proposta si è ritirato improvvisamente per motivi finanziari, lasciandoci in mano un romanzo illustrato completo, bloccato pochi giorni prima di vedere le stampe! Così io e Davide ci siamo messi alla ricerca di un altro editore. Ci sono voluti più di tre anni, ma alla fine ne abbiamo trovati addirittura due! Astro Edizioni ha gradito il racconto con i topi, L’ultima Vetta, ma piuttosto che staccarlo dal contesto del libro abbiamo preferito sviluppare un progetto a sé, che è diventato Tutto per un Drago di Legno. Nel frattempo, Plesio Editore ha acquisito i diritti per Gli Ultimi Draghi e si è interessata al sequel. Così abbiamo fatto uscire sia la versione per bambini sia quella per grandi, a ritroso da come avevamo progettato la saga!

Chi sono i protagonisti di Dershing: Gli Ultimi Draghi?
Rita:
Prima di tutto, come abbiamo detto, Gli Ultimi Draghi è formato da quattro storie separate fra loro anche da ampi intervalli di tempo, ma che si vanno tutte a congiungere nella trama finale; ogni racconto ha il proprio protagonista le cui azioni, in bene o in male, porteranno delle conseguenze inesorabili anche nella vita degli altri.
Nella prima storia, l’Ultima Guardiana, la protagonista è Djora Sersyde, una guerriera appartenente all’ordine dei Guardiani d’Alabastro, i difensori dei dershing e dei Draghi Alti. Djora è una semplice umana, ma intrattiene una relazione clandestina con Nightlock, un principe dei draghi, che la porta a mettere alla prova la sua già vacillante fedeltà alla causa dei Guardiani. Questo personaggio è nato capovolgendo un po’ lo stereotipo in voga nel fantasy della donna che vuole essere a tutti i costi un guerriero per distinguersi. In un mondo in cui donne e uomini svolgono tutti gli stessi compiti, può anche capitare che l’unico desiderio di una donna addestrata da sempre ad essere un’eccellente spadaccina sia quello di vivere il proprio sogno d’amore senza le aspettative opprimenti che la società riversa su di lei e sul suo innamorato.
Nel secondo racconto, L’Ultima Vetta, protagonista indiscusso invece è Scresah Enkawa, un muscu di circa sedici anni, sbruffone e sfrontato, che per tutta la vita non ha desiderato altro che diventare un mago. Nella società dei muscu, una razza di nostra invenzione di topi umanoidi alti circa un metro e dieci, Scresah è considerato una pecora nera, l’unico che non vuole conformarsi alle tradizioni della sua famiglia, l’unico che non accetta l’ineluttabilità del destino, specialmente quando questo destino minaccia di portargli via la sorellina Adre. Scresah ha fatto la sua prima apparizione in “Tutto per un drago di legno” come spalla del protagonista Surri; in quel racconto era più giovane e pasticcione, ma stavolta lo vedremo veramente prendere in mano il suo destino e lanciarsi in un’impresa disperata, dimostrando un coraggio degno di ben più grandi eroi.
Il terzo racconto fa un salto indietro di ben mille anni, tornando all’epoca in cui la società dei draghi aveva raggiunto il suo massimo splendore e l’umanità era ancora primitiva. In questa fase storica gli esseri umani erano subordinati ai draghi che li chiamavano appunto “dershi”, servitori. Il protagonista qui è Terrant, un drago bronzeo esperto Modellatore di Rocce: nell’aiutare il suo più caro amico Neebia, un brillante scienziato a capo del progetto di ricerca per salvare la loro razza dall’estinzione, Terrant costruirà un meraviglioso laboratorio sotterraneo e una schiera di “custodi di pietra” che funzionino da aiutanti per i draghi ricercatori. Con sua grande sorpresa però, scoprirà che il primo prototipo da lui creato tra questi automi mostra segni di intelligenza indipendente, curiosità e perfino quelle che sembrano emozioni, e gli si affezionerà al punto da dargli un nome: Akkar (“apprendista” nella lingua antica dei draghi). Anche Akkar diventerà uno dei protagonisti più importanti di questa storia, quando lui e il suo maestro verranno coinvolti in loschi intrighi politici che metteranno in pericolo tanto la civiltà dei draghi che l’esistenza della razza umana. Terrant e Akkar sono due personaggi molto profondi a mio parere: nonostante essi non siano fisicamente padre e figlio, con il loro rapporto dimostreranno l’importanza di insegnare alle generazioni future a rispettare e proteggere ogni forma di vita, perfino chi non è nato in modo naturale.
Il quarto racconto s’intitola L’Ultimo Re, e ha una struttura più corale, poiché verrà narrato da più punti di vista: quello di Kent, un giovane bardo che da bambino ha aiutato il re dei draghi Ironblood a sconfiggere i Draghi Antichi; quello della regina Dewdrop, draghessa guaritrice e moglie del re Ironblood; e infine quello del cattivo Neebia, il cui scopo è riportare la propria specie agli antichi splendori, con l’aiuto del Gran Drago di Sangue.

Davide: Un’altra particolarità di questo romanzo è che è proprio il personaggio di Neebia, cioè l’antagonista, a collegare i vari racconti. Lo ritroveremo in tutte le storie, rivelando man mano i drammatici eventi che l’hanno portato alla rovina. Il suo tracollo dalla genialità all’ossessione fino a sprofondare in una sanguinaria follia, rende quasi Gli Ultimi Draghi un vero e proprio romanzo sulla “genesi dell’antagonista”.
Ebbene sì, la saga di Dershing, in sostanza, comincia con la storia del cattivo!
Ci saranno poi alcuni personaggi che faranno apparizioni più brevi ma che ritroveremo nel seguito e avranno un’importanza cruciale, fra tutti citerei Sersyde, il guerriero mutato in serpente da una maledizione dei Draghi Alti dopo aver commesso un orribile atto di tradimento. Di certo viene dalla stessa casata di Djora, ma non si sa ancora per certo chi sia e perché sia stato trasformato così. I lettori lo incontreranno nell’Ultima Vetta e L’ultimo Re, e avranno modo di elaborare le loro teorie prima del seguito.

Avete un’altra saga in cantiere, quella di Darkwing. In cosa si differenzia da Dershing? Ci sono sostanziali cambiamenti nella nuova versione?

Davide: Darkwing e Dershing sono due serie che consideriamo “sorelle”. Delle due, Darkwing è stata realizzata per prima; a differenza di Dershing è stata concepita quasi interamente da me e consiste in un progetto più vasto e articolato, che si svilupperà su sette libri più alcuni spin-off. Si ispira maggiormente al genere epic/action, con legami più profondi con la fantascienza, l’horror e i manga, mentre Dershing sfuma più sul genere favolistico e del mito, anche se i momenti di azione non mancano nemmeno qui!
Al di là della trama, che è completamente diversa, abbiamo concepito i due romanzi in modo che si soffermassero anche su valori umani diversi. Darkwing si pone problemi più “universali”, come il rapporto tra l’umano e il divino, il diritto a scegliere la propria esistenza in un mondo plasmato da forze più grandi del singolo e il bisogno di confrontarsi con i propri lati oscuri, mentre Dershing si concentra su temi che hanno più a che fare con la dignità della persona, come il diritto alla vita, all’autodeterminazione e alla riproduzione. Una grande differenza tra i due romanzi è certamente il fatto che Corown, il mondo in cui è ambientata la storia di Darkwing, è oppresso dalle divinità; qui la vita religiosa determina il destino degli individui e l’uomo sembra destinato a essere una semplice pedina in una battaglia tra gli dei che si svolge su scala cosmica (vedremo poi come l’arrivo del protagonista Peter stravolgerà questi equilibri!). Invece su Oma, il mondo di Dershing, le divinità letteralmente non esistono, gli uomini venerano i draghi e i draghi venerano unicamente le stelle, cioè l’unica cosa che stia più in alto di loro… è quindi un mondo plasmato solo dalle persone che ci vivono e dalle loro scelte.
Mi chiedevi qualche informazione in più sulla nuova edizione della prima trilogia di Darkwing, chiamata in codice “Redux”.
La prima cosa da sapere è che Darkwing, come Dershing, nasce da un progetto di gioventù, ma a differenza di Dershing che è stato scritto di recente, il testo dei primi due Darkwing è stato sviluppato molto prima, addirittura a cavallo tra il 2004 e il 2009, vedendo pubblicazione sotto il marchio Ute Libri solo nel 2012, dopo un’autoproduzione di prova nel 2010. Si trattava quindi di un testo che andava aggiornato, sia per svecchiarlo, sia perché le mie abilità come scrittore nel frattempo sono maturate, sia per portarlo in linea con il terzo volume, lanciato a fine 2016. L’occasione per un “upgrade” è capitata proprio con la restituzione dei diritti di pubblicazione da parte di Ute a fine dicembre scorso. Ne ho approfittato per rimettere mano al testo e perfezionarlo in molti aspetti tecnici (correzione di vecchi refusi, gestione più corretta dei punti di vista, sintesi, dialoghi, interventi di tipo logico ecc.), oltre che per rielaborare alcune parti che non mi soddisfacevano del tutto nella precedente edizione. Nel farlo ho tenuto conto dei commenti dei lettori, soprattutto delle critiche che mi sono sembrate più sensate, e che ho ritenuto doveroso integrare nel restauro. Il risultato è una versione senz’altro migliorata della saga originale, con una serie di scene aggiunte ed estese e alcuni importanti cambiamenti in varie sottotrame, che all’epoca della pubblicazione del primo libro non erano ancora completamente definite. Sul sito ufficiale, i lettori potranno trovare il “changelog” dei cambiamenti principali dell’edizione Redux. Da questa solida base di partenza potrò sviluppare i capitoli successivi. Al momento in cui parliamo, la nuova edizione è già in commercio su tutti i maggiori store online, e anche il sito ufficiale è stato aggiornato per integrarla.
I miei piani per il futuro al momento sono concentrati sullo sviluppo dei DLC del terzo volume, ovvero due special di contorno più brevi e a basso costo che verranno pubblicati quest’anno, mentre definisco la trama del quarto capitolo. Rita lavorerà con me alla stesura de L’Ultima Dershing, che svolgeremo parallelamente, probabilmente a partire dall’anno prossimo visto che quest’anno siamo già piuttosto indaffarati!
Con il quarto volume di Darkwing si concluderà il ciclo della guerra con Greyven aperto col primo capitolo e se ne aprirà uno nuovo di altri tre capitoli che porterà la storia di Peter verso la sua conclusione. Lungo la strada, però, ci saranno altri DLC e spin-off che amplieranno il mondo di Corown, molti dei quali saranno accessibili anche ai lettori che non hanno letto la saga principale. Ad esempio, sto lavorando da tempo sull’idea di una duologia dark fantasy che racconti le origini di Vonatar, il cattivo di Darkwing, in modo indipendente dal suo ruolo nella serie, e anche su un ciclo di racconti incentrati sui Solar. Mi piacerebbe perfino provare a realizzare un librogame, ma la priorità restano comunque i romanzi.

Avete qualcosa da aggiungere?
Rita: Abbiamo da tempo pronto un progetto di libro illustrato per un target di ragazzi dai nove anni circa, aspettiamo solo un momento propizio per proporlo a un editore, anche tra i big, e portarlo alla pubblicazione.

Mi raccomando, commentate qui o sulla pagina Facebook, gli autori passeranno a rispondervi.
Non mancate domani per il secondo appuntamento!

Pubblicato in: Interviste

#Parola di… Marta Duò: editoria

Siamo già al penultimo appuntamento in compagnia di Marta Duò, autrice de “I superstiti di Ridian”.
Abbiamo parlato del suo romanzo, di fantascienza, ma poteva mancare qualche domanda sull’editoria? Abbiamo conosciuto la Plesio Editore dalle parole dell’editrice, ora conosciamola attraverso l’esperienza di un’autrice!
Vi invitiamo, come sempre, a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Marta passerà a rispondervi. Non siate timidi!

IL LIBRO

isuperstitidiridianAnteprima: sito Plesio Editore
TRAMA: 
XXV secolo: la Terra è ormai un deserto di sabbia e ghiaccio e le nuove generazioni crescono su Ridian, pianeta prossimo al centro della Galassia. La guerra contro gli antichi abitanti lo ha reso un territorio ostile, in cui le colonie terrestri non sono più al sicuro. Sotto la cupola di Red City vivono Nerissa, studentessa destinata al ritorno sulla Terra, e Handel, professoressa che le impartisce lezioni clandestine di letteratura. Una missione inattesa le trascinerà nel terribile conflitto che ha devastato i due mondi. Al centro di uno scontro di civiltà, Nerissa dovrà scegliere tra le rassicuranti menzogne della sua vecchia vita e le atroci verità che le rivelerà Daar, giovane combattente determinato a porre fine all’epoca della colonizzazione umana.

 

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Dal manoscritto alla Plesio: come sei arrivata a loro?
Mi piacerebbe vantarmi di essere arrivata a loro dopo una lunga ricerca, ma non sarei del tutto sincera. Ho conosciuto Plesio innanzitutto come lettrice, nel 2015, e ne ho apprezzato diversi titoli.
Ho sempre pensato che li avrei contattati per un fantasy, e il destino sembrava proprio intenzionato a non cambiare i suoi piani: la prima stesura de I Superstiti di Ridian, infatti, era misera in confronto al numero minimo di caratteri richiesto per l’invio. Non appena riaprirono le selezioni, nel novembre 2015, mandai un’email e mi risposero di provare a partecipare alle selezioni pur con un dattiloscritto così piccino.
Nel frattempo, avevo spulciato su Google una lista di circa settanta case editrici, da cui avevo pescato solo dieci nomi; cercavo infatti una CE totalmente free, abbastanza attiva in fiera, con una collana di letteratura fantastica piuttosto nutrita e, se possibile, un sito da non cavarsi gli occhi. Varie opinioni scovate sul web hanno contribuito a ridurre ulteriormente i candidati. Tutto questo lavoro perché non si invia mai a una sola casa editrice, grande o piccola che sia, e anche perché avevo la certezza che il mio testo sarebbe stato respinto da Plesio.
Il primo responso che ricevetti fu un rifiuto abbastanza secco, tuttavia l’editore che me lo spedì resta nella mia lista di CE interessanti. Il primo contratto arrivò a gennaio dello scorso anno, ed era molto buono; avevo però a cuore altri due responsi, di cui uno era di Plesio. Ero doppiamente interessata perché si trattava dell’unica realtà di cui avessi già una buona conoscenza, a partire dal loro catalogo, e perché sapevo quanto facessero sudare i loro autori sui manoscritti. Volevo il meglio per la mia storia, a costo di sputare sangue.
Fui accontentata: ricevetti il contratto il giorno di San Valentino, assieme a una sintetica panoramica sugli aspetti più critici, che digerii in un paio di giorni. Non reagisco troppo bene alle critiche, per quanto mi sforzi, e ho i miei tempi per assimilarle. Dopo, sono capace di lavorare anche di notte per migliorare, e così mi sono ritrovata a fare in fase di editing. Continua a leggere “#Parola di… Marta Duò: editoria”

Pubblicato in: Interviste

#Parola di… Marta Duò, autrice de “I superstiti di Ridian”

Come già annunciato sulla pagina Facebook, da oggi fino a domenica saremo in compagnia di Marta Duò, autrice de “I superstiti di Ridian”, uscito da pochissimo per Plesio Editore.
Abbiamo suddiviso le giornate per argomenti, che trovate riassunti qui sotto. Vi invitiamo a partecipare con commenti, domande, curiosità sia qui sotto sia sulla pagina, se preferite, Marta risponderà volentieri.

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Partiamo da dove tutto ha avuto inizio: come nasce “I superstiti di Ridian”?
I Superstiti di Ridian ha un’origine comune con tutte le mie storie: il mondo onirico. Tre anni fa il
mio cervello, esaurito dallo shock post maturità, decise di trasportarmi in un pianeta immaginario, prossimo al centro della Galassia, in un futuro in cui la Terra era stata devastata dai cambiamenti climatici in atto già oggi. Fuse i programmi di astronomia, geologia, letteratura inglese al documentario
Sixdegreescouldchange the world e originò così il background distopico. Questo però lo scoprii qualche mese più tardi; all’inizio mi limitavo a riempire le pagine con l’avventura che avevo vissuto in sogno. Le due voci narranti, Daar e Nerissa, erano i miei occhi, che guardavano attoniti un pianeta possente come Ridian messo in ginocchio da due secoli di guerra, e lottavano per salvarlo dietro barricate nemiche, dietro pregiudizi radicati da generazioni.
Inizialmente, avrebbe dovuto essere un racconto. Quando decisi di ampliarlo, mi accorsi che nel mio subconscio era già presente il ricordo di ciò che Ridian era stato un tempo e di ciò che la Terra aveva affrontato, e con essa l’umanità, costretta a crescere le nuove generazioni su un pianeta remoto e ostile.
La disperazione dei superstiti di Ridian, umani e indigeni, è ancora viva in me, così come la speranza per cui combattono i protagonisti. Starà a voi scoprire se sarà soffocata dalla crudeltà della guerra o se darà origine a una nuova era. Continua a leggere “#Parola di… Marta Duò, autrice de “I superstiti di Ridian””

Pubblicato in: Interviste

#SEMEPI: Intervista all’editrice Giordana Gradara, Plesio Editore

Benvenuti, Lettori!
Sono così felice che non sto nella pelle di passare alla parte importante di questo post, ma mi costringo a dare qualche spiegazione.
Da circa una settimana ho avviato un’iniziativa di cui ho parlato anche QUI e di cui trovate maggiori informazioni cliccando sulla voce “Informazioni utili”.
L’avrete comunque capito dal titolo dell’immagine: si tratta di sostenere le piccole case editrici… intervistando direttamente gli editori!
E’ con immenso piacere che inauguro l’iniziativa con l’intervista a Giordana Gradara, editrice della Plesio Editore. Prima di lasciare la parola, però, conosciamo la storia di questa giovane Casa Editrice.

La Casa Editrice
Plesio Editore nasce nell’ottobre 2011 dalla passione di alcuni amanti del genere fantasy e della letteratura d’evasione. Dal desiderio di dimostrare che il fantastico è e vale molto più di quanto comunemente non si pensi.

Con i nostri libri vogliamo ottenere un prodotto eccellente, curato, amato in ogni fase di lavorazione. Un prodotto per la cui realizzazione non sono stati accettati compromessi, per il cui acquisto un cliente non debba mai dispiacersi. Un libro che sia il risultato dell’amore che lo scrittore ha impiegato nello scriverlo e della passione che l’editore ha provato nel lavorarci sopra.

Le nostre collane, AurendorSirioCucciosaruri ed ePlesio, vogliono diventare un faro per tutti gli appassionati di letteratura fantastica e noi lavoreremo affinché ciò avvenga.

Di quanto detto sopra, c’è una frase che ci preme sottolineare; la mancata accettazione di compromessi. Di nessun tipo. Plesio si schiererà con la buona letteratura e con i bravi autori (questo è il minimo), ma anche con la trasparenza, il rapporto umano, il lavoro duro, l’originalità e, soprattutto, il coraggio.
Ecco appunto; il coraggio. Non si può cambiare un mondo senza coraggio e quello dell’editoria non fa eccezione. Ne consegue la nostra scelta di essere noi i primi investitori dei libri che pubblicheremo.


CONTATTI UTILISito: Plesio EditorePagina Facebook: Plesio EditoreE-mail: info@plesioeditore.it

Curiosità: offrono servizi editoriali per chi cerca un aiuto per correggere il proprio manoscritto. Per gli interessati ecco il link: Servizi Editoriali

Ora diamo finalmente il benvenuto a Giordana Gradara, l’editrice di Plesio Editore!
Ma bando alle ciance: cominciamo subito con le domande.
 

Cominciamo con una domanda semplice, ma che mi ha sempre incuriosita: qual è il motivo della scelta del nome della Casa Editrice e del logo?
Bene, questa la so! Scherzi a parte, cercavamo un nome che potesse riportare alla capacità di esplorare mondi diversi dal nostro. Inizialmente la lista era varia, c’era sì Plesio (da plesiosauro, la famiglia a cui si fa appartenere per convenzione Nessie, il famoso mostro di Lock Ness), ma anche Nautilus, Argo o Zaratan. Il greco a questo punto c’è venuto in aiuto. “Plesio” significa “vicino”. E così come il plesiosauro è vicino, ovvero simile, a un dinosauro senza esserlo… Plesio racconta storie vicine alla realtà, esplorandone il lato fantastico.

Lasciamo da parte le curiosità e veniamo alle domande tecniche! Qual è la vostra linea editoriale? Di quali generi vi occupate?
So anche questa. Ho quasi il dubbio di 
essermi preparata a dovere a questo punto!Ci occupiamo di fantastico, in particolare di fantasy e fantascienza, senza disdegnare nessuno dei sottogeneri a questi ascrivibili. Be’, in effetti era una risposta abbastanza facile.

 

Pubblicate solo libri di autori italiani o anche di autori stranieri? Perché questa scelta?
Al momento abbiamo pubblicato solo italiani, ma non è detto che in futuro le cose non possano cambiare. 

Pubblicate cartacei o ebook?
Entrambi. Di solito i nostri cartacei diventano ebook, ma abbiamo anche storie che nascono appositamente per il mercato digitale. Crediamo che ogni storia abbia un suo formato di riferimento.

Su quale aspetto ponete maggior attenzione per la pubblicazione e/o promozione di un libro?
Ecco, questa è una domanda un po’ più complessa.Risponderò dilungandomi un po’, fingendo di sapere, come si faceva all’università con le domande più ostiche.Dunque, la pubblicazione dicevamo. I libri per essere pubblicati devono rispondere a tre criteri fondamentali più uno intrinseco.

1) Devono essere buoni libri,
2) Devono essere coerenti con le nostre
collane,
3) Devono avere buone possibilità di
essere ben accettati dal mercato.

Poi c’è il valore intrinseco della piacevolezza, che forse è il più importante di tutti. Dobbiamo esserci appassionati durante la sua lettura.La promozione, invece, è qualcosa di più complesso. Non esistono ricette magiche. Noi piccoli non possiamo contare su una distribuzione che garantisca la presenza immediata in tutte le librerie, quindi i canali tradizionali di pubblicità spesso non sono adatti a noi, perché se anche il lettore trovasse interessante la recensione letta sul tal quotidiano, senza trovare il libro fisicamente sugli scaffali difficilmente proverà a cercarlo. Il digitale supera questo scoglio solo in parte, perché se è vero che un file è immediatamente scaricabile da chiunque, è altrettanto vero che le prime pagine di ricerca e i libri più in evidenza sono sempre i soliti noti. Al momento crediamo che il modo migliore per farci conoscere sia parlare direttamente con i nostri lettori, ed è per questo che amiamo molto partecipare alle fiere di settore.

Qual è la distribuzione della vostra Casa Editrice?
Siamo distribuiti a livello nazionale da Libro Co, che è partner FastBook.

Siamo già giunti all’ultima domanda! Prima di salutarci un’ultima cosa: qual è la qualità indispensabile per un editore? E quali requisiti deve avere un autore per attirare la vostra attenzione?
Penso che ogni editore abbia la sua qualità indispensabile. Noi crediamo particolarmente nel lavoro di squadra, per questo cerchiamo di coltivare positivamente il rapporto e la collaborazione con i nostri autori. La qualità che non vorrei mai Plesio perdesse, neanche a fronte di una crescita aziendale, è la capacità di creare rapporti sani e costruttivi con tutti i nostri autori e collaboratori.

Grazie mille a Giordana per averci dedicato parte del suo tempo e aver soddisfatto la nostra curiosità!
Grazie a voi per avermi ospitato.

Io vi rimando alla pagina Facebook di SEMEPI, ricordandovi che per i prossimi 7 giorni pubblicizzeremo 7 titoli del catalogo della Plesio Editore. Mi raccomando, passate a trovarci!